Lo Strillone: 3 milioni di euro per il padiglione vaticano all’Expo su Il Messaggero. E poi sciopero al Maggio Fiorentino, Terra antica, siti archeologici a Roma

“Troppi 3 milioni di euro per il padiglione vaticano all’Expo? Serve a raccogliere fondi e scuotere coscienze”. Il Messaggero interpella il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, per chiarire alcuni aspetti della presenza della Santa Sede all’Expo di Milano. “Quel padiglione sarà una spina nel fianco, un pungolo, uno stimolo alle coscienze. […]

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Troppi 3 milioni di euro per il padiglione vaticano all’Expo? Serve a raccogliere fondi e scuotere coscienze”. Il Messaggero interpella il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, per chiarire alcuni aspetti della presenza della Santa Sede all’Expo di Milano. “Quel padiglione sarà una spina nel fianco, un pungolo, uno stimolo alle coscienze. Qualcosa che scuoterà dall’apatia e dall’indifferenza”, assicura l’alto prelato. “Uno schiaffo per i Paesi ricchi. Perché la denuncia del paradosso dell’abbondanza, riguardante la minoranza del pianeta che soffre di obesità contro la maggioranza che non ha di che vivere, resta un punto primario della strategia di Francesco contro la fame nel mondo. Sarà pure costato 3 milioni di euro, eppure con una area espositiva minimal, dal forte impatto emotivo, fa parte del piano della Chiesa per sensibilizzare l’opinione pubblica; per rivedere gli stili di vita; per rendere la famiglia umana più consapevole”.

Siamo l’unico teatro ai mondo dove si fa sciopero perché 42 licenziati vengono riassunti”. Il Corriere della Sera informa sull’ennesimo caso di protervia sindacale che ha investito un teatro italiano, in questo caso in occasione dell’inaugurazione del Maggio Fiorentino, col Fidelio di Beethoven: “mutilato di regia, luci e proiezioni. Si è lasciata (al buio) la scena fissa così come si era lasciata a una prova. Un ibrido”. Motivo? 42 dipendenti che erano stati licenziati, sono stati riassunti a tempo indeterminato, ma a condizioni che non soddisfano la CGIL. Il manifesto recensisce la mostra Terra antica, curata da Maurizio Bettini e Giuseppe Pucci al Colosseo: “racconta la sacralità della natura attraverso i reperti di diverse epoche. Veneri paleolitiche e dee madri non riescono però a scongiurare frane, terremoti e alluvioni, rinnovando il ciclo eterno di vita e morte”. Il Tempo prosegue la sua inchiesta suI caso dei 70 siti archeologici di Roma chiusi al pubblico, che diventa un affare di Stato. “Ad interrogare il ministro Dario Franceschini è Andrea Augello, senatore Ncd, sorpreso come tutti noi dallo stato di abbandono di molti beni archeologici e dalle risposte date dai centralininisti del Comune all’oscuro, per dire, di uno dei siti più curiosi e importanti della Roma Antica, la fonte di Anna Perenna”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.