Tamara de Lempicka a Torino, ecco le immagini in anteprima. Grande mostra della bandiera dell’Art Decò, con inediti dipinti religiosi

Parterre quasi tutto al femminile, in linea con il tema, per la conferenza stampa di Tamara de Lempicka che si apre domani a Palazzo Chiablese di Torino, per restarci fino al 30 agosto, in attesa di volare a Budapest. “Qui in mostra c’è tanta Tamara: vita, case, sfilate. Perché questo piace alle donne”. A dirlo […]

Parterre quasi tutto al femminile, in linea con il tema, per la conferenza stampa di Tamara de Lempicka che si apre domani a Palazzo Chiablese di Torino, per restarci fino al 30 agosto, in attesa di volare a Budapest. “Qui in mostra c’è tanta Tamara: vita, case, sfilate. Perché questo piace alle donne”. A dirlo è Iole Siena, presidente di Arthemisia Group che ha coprodotto l’esposizione insieme a 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, riconoscendo di aver puntato tutto sulla forza attrattiva della vita di quest’artista complessa, sfaccettata, misteriosa (ha sempre dichiarato di essere polacca nata a Varsavia, mentre in realtà era di Mosca), che ha diviso la sua esistenza tra le varie case sparse tra Russia, Polonia, Italia, Messico, catalizzando su di sè tutte le influenze artistiche del periodo compreso tra le due guerre, per poi trovarsi maggiormente a suo agio nel gusto Art Decò.
Esemplificato dall’opera di apertura della mostra, quella Ragazza in verde (eccezionale prestito del Pompidou di Parigi), acquistata nel 1932 dallo Stato francese per essere esposta nella sezione polacca del rinnovato Jeu de Paume, decretandone così l’ingresso nell’ufficialità del mondo dell’arte. Il percorso espositivo si snoda tra foto d’epoca delle case in cui ha vissuto (tra il 1916 anno del suo matrimonio a San Pietroburgo e il 1980, l’anno della morte a Cuernavaca), tra i dipinti realizzati in quelle stesse case, le influenze di fotografi come Kertész e Brassaï, i rapporti con la moda derivati dalla sua attività di indossatrice. E poi, tanti nudi femminili (con uno solo maschile), inedite raffigurazioni religiose e un piccolo disegno che ricalca il bacio di Hayez, qui esposto accanto alla versione originale in acquerello. “Questa mostra è più profonda e più riuscita di tante altre, ha detto la curatrice Gioia Mori in conferenza stampa, perché si muove sul doppio binario dell’antico e del moderno”. Non resta che vederla in anteprima qui su Artribune, grazie alla nostra fotogallery…

– Claudia Giraud

www.mostratamara.it

 

 

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).
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