Italiani in trasferta. L’Unione Europea secondo Ruben Montini. Un coro polifonico, all’Oratoire du Louvre, cucendo insieme gli inizi delle nazioni. Musica, come metafora

L’Europa dei popoli e dei valori, della cultura e dei diritti. Non solo finanza e austerity. Un ritornello ormai trasversale, da destra a sinistra, che raccoglie lo scontento generato dal morso della crisi, dal senso di solitudine diffuso, dall’exploit controverso della globalizzazione, ma soprattutto dalla mancata realizzazione di una vera compagine politico-culturale: un’Europa solidale, coesa […]

Oratoire du Louvre, Parigi

L’Europa dei popoli e dei valori, della cultura e dei diritti. Non solo finanza e austerity. Un ritornello ormai trasversale, da destra a sinistra, che raccoglie lo scontento generato dal morso della crisi, dal senso di solitudine diffuso, dall’exploit controverso della globalizzazione, ma soprattutto dalla mancata realizzazione di una vera compagine politico-culturale: un’Europa solidale, coesa ma rispettosa delle singole autonomie
Da qui nasce “Cosa resta di noi – Requiem”, performance che Ruben Montini porta a Parigi il 31 marzo 2015, presso l’Oratoire du Louvre, storico e bellissimo tempio protestante, coproduttore dell’evento insieme alla  Galleria Massimodeluca. Una riflessione poetica sul senso dell’Unione Europea, da interpretare alla luce dei suoi principi fondanti e dei valori comuni. Tutto passa da un coro di cento elementi e un organo, e dall’esecuzione simultanea dei motivi portanti degli inni nazionali dei Paesi europei, mantenendo la struttura e i toni del Requiem in D Minore di Mozart.
A orchestrare l’intricata tessitura, lunga quattro ore, sono due musicisti, in fase di composizione e di improvvisazione: il compositore veneziano Giovanni Mancuso e il giovane compositore francese Benjamin Patrier-Leituz. Una struttura armonica e complessa, che attraverso distanze, assonanze, intuizioni, tentativi e fallimenti, cerca una forma possibile per restituire il senso di un’appartenenza e la sfida di un equilibrio plurale. Partner del progetto è il Chœur Symphonique des Grandes Écoles de Paris.

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.