Lo Strillone: sono di Michelangelo i bronzi del Fitzwilliam Museum di Cambridge? Se lo domanda il Corriere della Sera. E poi Magna Carta, fiera di Bruxelles…

Quei due bronzi sono opera di Michelangelo”. Finisce su tutta la stampa italiana l’annuncio del Fitzwilliam Museum di Cambridge: sarebbero gli unici bronzi del genio rinascimentale ancora esistenti “i due uomini nudi (uno giovane e uno più anziano, entrambi con un braccio alzato) a cavallo di pantere, un metro circa di altezza, finora conosciuti come […]

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Quei due bronzi sono opera di Michelangelo”. Finisce su tutta la stampa italiana l’annuncio del Fitzwilliam Museum di Cambridge: sarebbero gli unici bronzi del genio rinascimentale ancora esistenti “i due uomini nudi (uno giovane e uno più anziano, entrambi con un braccio alzato) a cavallo di pantere, un metro circa di altezza, finora conosciuti come i Bronzi Rotschild”, spiega il Corriere della Sera. “A individuare il nesso con Michelangelo è stato il professore Paul Joannides che ha trovato nei disegni di un allievo (che avrebbe a sua volta copiato gli appunti perduti del maestro) un bozzetto simile alle due sculture”. Ironica – più o meno velatamente – La Repubblica: “Prendete un professore di storia dell’arte di Cambridge, una squadra di specialisti delle analisi al neutrone di un laboratorio svizzero, un anatomopatologo esperto di addominali e l’ostinata curatrice di un museo, metteteli tutti insieme sulle tracce di un capolavoro perduto e avrete quella che potrebbe essere una scoperta sensazionale: l’attribuzione a Michelangelo Buonarroti”.

Si resta in Inghilterra, ma ci si sposta a Londra, con Il Sole 24 Ore, che riferisce delle ultime quattro copie della Magna Carta esposte per la prima volta insieme a Londra, per l’800° anniversario dalla stesura. “Delle oltre 40mila persone che ne hanno fatto richiesta, solo 1.215 sono le fortunate che, con estrazione a sorte, potranno vederle fino a mercoledì, riunite alla British Library”. Italia Oggi va in Belgio per raccontare il successo della fiera d’arte e d’antichità di Bruxelles, che ha festeggiato i 60 anni di vita con 126 espositori provenienti da tutto il mondo: “dall’antichità greco-romana alle strisce di fumetti Chat di Geluck”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.