Sky Arte Update: il Triennale Design Museum raddoppia alla Villa Reale di Monza, immagini dell’allestimento firmato Michele De Lucchi

“Il design? È nato in Brianza e qui continua a trovare terreno fertile per il suo sviluppo”. Grattando sotto la comprensibile soddisfazione campanilista si trova una inconfutabile verità nelle parole di Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di Commercio di Monza, che tiene a battesimo la riapertura al pubblico del Belvedere della Villa Reale. Tornata, […]

Triennale Design Museum - l'allestimento di De Lucchi a Monza

Il design? È nato in Brianza e qui continua a trovare terreno fertile per il suo sviluppo”. Grattando sotto la comprensibile soddisfazione campanilista si trova una inconfutabile verità nelle parole di Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di Commercio di Monza, che tiene a battesimo la riapertura al pubblico del Belvedere della Villa Reale. Tornata, come tutta l’ala nord della dimora storica, al suo antico splendore; consegnata, grazie al restauro e al riallestimento firmato da Michele De Lucchi, ad un progetto che segna l’omaggio dovuto alla grande tradizione locale del manifatturiero di qualità. E apre nuovi scenari, in vista di Expo 2015, per politiche legate al turismo culturale.
Apre infatti l’esposizione permanente di circa duecento pezzi della collezione del Triennale Design Museum, per quella che di fatto diventa una dependance del museo milanese: un dialogo, quello sul filo tra Monza e il capoluogo lombardo, che riannoda i fili di un rapporto antico e mai del tutto interrotto. Era il 1923 quando, proprio nelle spettacolari sale della Villa, andava in scena la prima edizione della Biennale delle Arti Decorative, dal 1930 calendarizzata a scadenza triennale e poi traslata nel Palazzo delle Arti disegnato in Parco Sempione da Giovanni Muzio. Lunga e fortunata la vita della Triennale, che ora dunque torna almeno in parte a casa: con circa un quinto del patrimonio raccolto nel corso degli anni a trovare posto in via definitiva a Monza, per un percorso che rimanda agli anni eroici che hanno fatto grande il distretto del mobile – tra qui, Lissone, Desio e dintorni – e che rende omaggio ai maestri del passato. Ma anche ai big di oggi e alle star di domani.
Ci si imbatte in opere entrate nella leggenda, a Monza. Passando dalla mitica lampada Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni alla Lettera 22 creata da Marcello Nizzoli per Olivetti; perdendosi via via nei lavori di Bruno Munari, Franco Albini, Piero Fornasetti, Andrea Branzi, Giò Ponti. Nomi che bastano a significare cosa abbia rappresentato, per il design non solo italiano, la scena milanese e – per estensione – quella brianzola: in un dialogo serrato tra i maggiori creativi di una vera e propria età dell’oro e brand che hanno fatto epoca.
Si guarda al passato, al Belvedere della Villa Reale: ma anche al presente e al futuro. Quello raprpesnetato da Martino Gamper e Fabio Novembre; quello del duo Formafantasma. Nomi che dimostrano come l’affascinante storia del made in Italy abbia nuovi capitoli da scrivere.

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