La metodologia del progetto. Doppio appuntamento milanese con il grande Antoni Muntadas che si racconta all’Accademia di Brera: dai meccanismi linguistici all’esperienza sociale

Un’analisi dei meccanismi discorsivi e linguistici che danno forma all’esperienza sociale. Questo, in estrema sintesi, il percorso maturato nel corso di molti decenni di attività dal grande artista spagnolo Antoni Muntadas, dal clima radicale degli anni settanta fino alle più recenti esposizioni: e questo quello che ora arriva a raccontare a Milano, in un doppio […]

Antoni Muntadas

Un’analisi dei meccanismi discorsivi e linguistici che danno forma all’esperienza sociale. Questo, in estrema sintesi, il percorso maturato nel corso di molti decenni di attività dal grande artista spagnolo Antoni Muntadas, dal clima radicale degli anni settanta fino alle più recenti esposizioni: e questo quello che ora arriva a raccontare a Milano, in un doppio incontro/workshop in programma il 9 e 10 dicembre nell’Aula San Carpoforo dell’Accademia di Belle Arti di Brera, aperto agli studenti stranieri presenti a Milano, agli studenti dell’accademia e alla cittadinanza milanese.
Titolo dell’incontro, curato da Laura Cherubini: La metodologia del progetto. “Le modalità di intervento di Muntadas sono sempre state molteplici, hanno spaziato dalle interviste alla produzione di libri, dalla costruzione di archivi, alle installazioni, ai video, fino agli interventi nello spazio pubblico inteso sia come spazio fisico materiale che come spazio immateriale nella rete web, sempre affrontando direttamente il potere e le istituzioni che lo rappresentano, con la sola forza delle idee, smontando attraverso la sua arte, la logica egemonica del pensiero dominante”. Per chi potrà seguire l’artista dal vivo, appuntamento martedì 9 e mercoledì 10 dicembre, dalle 10.00 alle 14.00: per gli altri, ci sarà un’ampia intervista nella quale lui stesso si racconterà ai lettori di Artribune…

www.accademiadibrera.milano.it

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.