Torino Updates: dietro “Shit and Die”, immagini esclusive dal backstage della mostra curata da Maurizio Cattelan per Artissima

Ne avete sentito parlare in tutte le salse, nel bene e nel male. Ma avete visto poco o niente: perché tolta qualche immagine scappata in modo controllato alle maglie di un riserbo di sapore teutonico ,quasi nessuno ha potuto violare le sacre stanze di Palazzo Cavour, sbirciare mentre a Torino prendeva forma la mostra curata […]

Ne avete sentito parlare in tutte le salse, nel bene e nel male. Ma avete visto poco o niente: perché tolta qualche immagine scappata in modo controllato alle maglie di un riserbo di sapore teutonico ,quasi nessuno ha potuto violare le sacre stanze di Palazzo Cavour, sbirciare mentre a Torino prendeva forma la mostra curata da Maurizio Cattelan, con Marta Papini e Myriam Ben Salah, per Artissima.
Già, quasi nessuno. Artribune si è intrufolata in quel quasi: vedrete la mostra, a partire dalle prossime ore, di persona; ne troverete immagini su giornali e riviste, web-magazine e tv. Ma cosa è accaduto prima lo trovate solo qui. Abbiamo seguito i lavori di Shit and Die lungo i quindici giorni che l’hanno vista passare dalla fase progettuale agli attimi che precedono l’opening: accompagnando le squadre di allestitori mentre si arrampicavano sui trabattelli per attaccare ai muri le benedette quarantamila banconote di Eric Doeringer; e poi ancora mentre montavano l’anfiteatro in torrone di Aldo Mondino. Abbiamo seguito la timidissima Dasha Shishkin da una sala all’altra, selvatica e sfuggente come un animale del bosco, mentre in camice bianco cerca in tutti i modi di non farsi fotografare o riprendere; e abbiamo scherzato con Davide Balula e il suo staff, alle prese con l’impresa titanica e un po’ folle di comprimere una montagna di terra nel cuore di Torino. Ne abbiamo viste di cotte e di crude, insomma: e almeno un po’ le facciamo vedere anche a voi. Buon viaggio!

– Francesco Sala

 

CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.