Cattelan dei due mondi. Mentre in Italia cura la sua One Torino, a New York spopola con Cosa Nostra, la selling exhibition organizzata da Sotheby’s S|2 e Venus Over Manhattan. Ecco le immagini

Mentre a Torino si inaugura l’attesa mostra Shit and Die, la versione 2014 del progetto di Artissima One Torino, Maurizio Cattelan torna a scuotere anche New York, dopo la grandiosa retrospettiva che il Guggenheim gli aveva dedicato nel 2011, con una selling exhibition organizzata da Sotheby’s S|2 – fino al 26 novembre – e da […]

Mentre a Torino si inaugura l’attesa mostra Shit and Die, la versione 2014 del progetto di Artissima One Torino, Maurizio Cattelan torna a scuotere anche New York, dopo la grandiosa retrospettiva che il Guggenheim gli aveva dedicato nel 2011, con una selling exhibition organizzata da Sotheby’s S|2 – fino al 26 novembre – e da Venus Over Manhattan (dal 7 novembre al 10 gennaio 2015). Curata dal collezionista e gallerista Adam Lindemann, la mostra Cosa Nostra presenta una ventina di opere in vendita a prezzi che vanno dai 30mila dollari fino ad arrivare ai 20 milioni.
Il titolo rimanda al collezionismo d’arte ben informato, agli addetti ai lavori che credono veramente all’opera di Cattelan, un club che è una sorta di mafia. Dal repertorio più famoso di Cattelan Turisti, i piccioni che riempirono il Padiglione Italia alla Biennale del 1997; Ave Maria, 2007, tre braccia in posizione di saluto fascista, dove l’artista mescola temi della violenza di massa, potere e conformismo, vestendo gli arti con abiti da ufficio per collegare la banalità quotidiana di questo tipo di lavoro al fascismo tedesco. Fino a Him, un confronto diretto con Adolf Hitler, rappresentato di spalle nel corpo di un bambino. Nella gallery, alcune immagini…

– Martina Gambillara

http://venusovermanhattan.com/

 

 

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.