Che aria tira nel mondo del design olandese? Ecco cos’è successo alla Dutch Design Week, vetrina della Design Academy di Eindhoven: fra concetto e materiali

L’Olanda negli ultimi anni è diventata punto di riferimento per il suo inconfondibile design, che trova la sua massima espressione durante la Dutch Design Week, che si conclude il 26 ottobre ad Eindhoven, città famosa soprattutto per la sua Design Academy. Quest’anno il payoff della manifestazione è -Now Future-, e infatti molto forte è la […]

L’Olanda negli ultimi anni è diventata punto di riferimento per il suo inconfondibile design, che trova la sua massima espressione durante la Dutch Design Week, che si conclude il 26 ottobre ad Eindhoven, città famosa soprattutto per la sua Design Academy. Quest’anno il payoff della manifestazione è -Now Future-, e infatti molto forte è la presenza dei makers, di nuovi materiali tecnologici e della stampa 3d, utilizzata per disparati oggetti: dalle scarpe alle posate, dagli snodi che sorreggono tavoli e sedie fino a pannelli e strutture fonoassorbenti. Dall’altra parte però, questo futuro sembra aver fatto un passo indietro, tornando ad occuparsi di quei materiali naturali quali paglia, terracotta, pietra, sabbia e quelle lavorazioni artigianali quasi dimenticate: dall’intreccio di paglie, corde e midollino alla lavorazione della maglia fino ad antiche tecniche di cottura e conservazione di cibi.
Il ritorno alla fisicità, ma soprattutto ad una poetica della materia, lo si trova principalmente nei grandi spazi della Design Academy, dove 155 studenti presentano i loro progetti di tesi. Una ricomparsa dell’oggetto vero e proprio, fisico, utile, un ritorno al “good design”, spogliato da quei concetti eccessivi che da sempre caratterizzano il dutch design. Materiale protagonista di quest’anno è la pietra, utilizzata e lavorata in svariati modi, dalle pentole ai contenitori che riprendono l’usanza dei nostri nonni di scaldare le pietre per metterle nel letto durante l’inverno. E non esiste design week olandese senza imbattersi in oggetti dove è il concetto a fare da protagonista, veicolato principalmente da esperienze personali che il designer vuole trasmettere superando di gran lunga la forma, l’estetica e l’utilità.
Negli spazi del museo Van Abbemuseum la mostra Sense Nonsense, curata proprio dalla stessa Design Academy, con alcuni studenti che espongono i loro prodotti che sfociano nell’arte, nella performance il cui fine ultimo non può essere altro che un museo. Ecco quindi i due volti dell’accademia, un volto incentrato più sulla fisicità del materiale guardando al passato e quello concettuale, che da sempre ha caratterizzato e soprattutto reso unico e inconfondibile il design olandese.

Sebastiano Tonelli

 

 

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Sebastiano Tonelli
Sebastiano Tonelli è un designer con un punto di vista razionale. Nasce in Trentino Alto Adige dove forte è l’influenza dell’artigianato che lo accompagnerà nel suo percorso fin da piccolo. Curioso, preciso e ambizioso, ama il design semplice e immediato lavorando a stretto contatto con con i materiali, interessandosi anche della veste grafica e della comunicazione. Dopo l’Istituto d’arte si laurea nel 2013 presso la NABA di Milano dove continua ad incrementare la sua passione frequentando l’ultimo anno del biennio specialistico in Product design.