Con L’Encyclopédie de la Parole di Joris Lacoste prende il via a Prato il Contemporanea Festival 14. Fra i protagonisti anche Elena Bucci, Claudio Moranti, Babilonia Teatri, Daria Deflorian

La nozione di pubblico, com’è noto, si forma in Europa nel corso del Settecento, risultato della crescente domanda, non più solamente aristocratica, di accesso ai beni culturali. Ma se nel secolo dei Lumi il pubblico ha carattere omogeneo (è composto in massima parte da borghesi mediamente benestanti, colti e “di buon gusto”) oggi, grazie a […]

L'Encyclopédie de la Parole di Joris Lacoste

La nozione di pubblico, com’è noto, si forma in Europa nel corso del Settecento, risultato della crescente domanda, non più solamente aristocratica, di accesso ai beni culturali. Ma se nel secolo dei Lumi il pubblico ha carattere omogeneo (è composto in massima parte da borghesi mediamente benestanti, colti e “di buon gusto”) oggi, grazie a un complesso processo di democratizzazione, si è definitivamente perso quel carattere di uniformità: è dunque divenuto opportuno l’uso, fenomenologicamente salutare, del plurale: “i pubblici” dell’arte. Contemporanea 14 si rivolge a tale varietà di relazioni tra le opere e le persone, concentrandosisull’idea di teatrocome strumento di consapevolezza per la formazione dell’individuo e della coscienza comunitaria: tutti gli spettacoli in programma sono scelti in base alle molteplici forme di dialogo che innescano con le comunità dei pubblici.
Alcune segnalazioni. Il Festival inizia con l’entusiasmante Suite N°1 “ABC”, sezione dell’utopico progetto L’Encyclopédie de la Parole di Joris Lacoste – al quale dedichiamo un approfondimento in uscita su Artribune -: un grande concerto di parole del mondo in nove lingue e quattro parti, con ventidue attori, inclusi undici ospiti volontari italiani (tra cui tre pratesi). Ivana Müller propone una “performance senza performer” nella quale il pubblico, esclusivo protagonista, è chiamato a dar voce a un copione. Tony Clifton Circus invita lo spettatore ad attraversare la città su una sedia a rotelle. In Recita dell’attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto, presentato in prima nazionale, Claudio Morganti ed Elena Bucci mettono in scena un racconto di Gianni Celati in cui si narra la storia di Attilio Vecchiatto (1910-1993), “un attore italiano di fama internazionale, ammirato da Laurence Olivier, Jeanne Moreau e molti altri che, nonostante la notorietà all’estero, non è riuscito a trovare lavoro da nessuna parte, tranne che nel piccolo teatro di Rio Saliceto”. Vale inoltre ricordare la presenza di Babilonia Teatri, Claudia Catarzi, del collettivo Cani e di Codice Ivan. Infine, si segnalano i laboratori teatrali condotti da Massimiliano Civica e da Daria Deflorian.

– Michele Pascarella

http://www.contemporaneafestival.it/

  • angelov

    “è dunque divenuto opportuno l’uso, fenomenologicamente salutare, del plurale: “i pubblici” dell’arte.”
    A tentativi come questo di introdurre ulteriore fuffa postmoderna, in un contesto culturale già così stremato e ridotto ormai al lumicino, e dilaniato dall’indifferenza generale, non resterebbe che una sola risposta: la ribellione.
    Già: Divide et impera