Svelata la scultura che Jannis Kounellis dona al Policlinico di Milano: dalla vendita dei suoi multipli 90mila euro per la ricerca scientifica

L’andirivieni è quello comprensibilmente caotico di un grande ospedale metropolitano: lo svolazzare dei camici bianchi, il trepidare dei parenti in attesa sulle poltroncine, il passaggio di inservienti e barellieri. Non si tratta però di effetto placebo, ma di autentica iniezione di bellezza l’installazione in situ che Jannis Kounellis svela nell’atrio della Clinica Mangiagalli di Milano, […]

L'opera di Kounellis per la Mangiagalli di Milano

L’andirivieni è quello comprensibilmente caotico di un grande ospedale metropolitano: lo svolazzare dei camici bianchi, il trepidare dei parenti in attesa sulle poltroncine, il passaggio di inservienti e barellieri. Non si tratta però di effetto placebo, ma di autentica iniezione di bellezza l’installazione in situ che Jannis Kounellis svela nell’atrio della Clinica Mangiagalli di Milano, tra i simboli della sanità locale. È nato dal rapporto con gli studenti dell’Accademia di Brera questo elegante Senza Titolo, presenza che si inserisce senza fare rumore in un ambiente storico e storicizzato: giocando nel contrasto tra i candidi calchi di statue classiche e la retrostante parete in marmo nero su cui sono incisi i nomi di passati benefattori, portando nei blocchi di pietra grezza la cifra stilistica unica e inimitabile dell’artista.
Buona la prima, dunque, per all’Arte!, progetto che vuole fare del contemporaneo comburente per accendere l’attenzione nei confronti della ricerca scientifica. Nella serata benefica che ha fatto da pendant al dono dell’opera sono stati sessanta su cento i multipli di Kounellis, appositamente creati in dialogo con l’installazione della Mangiagalli, a trovare un acquirente. Consentendo di raccogliere 90mila euro e devolverli a un progetto di ricerca per la cura di gravi malattie pediatriche.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.