Berlin Updates: edizione dimessa dell’ottava Biennale berlinese. Ecco la prima gallery video-fotografica dai KunstWerke

L’edizione numero 8 della Biennale di Berlino, affidata alle cure di Juan A. Gaitán, è dimessa. Questa la prima impressione, che naturalmente potrà essere smentita nelle prossime ore e nei prossimi giorni. E tuttavia ieri, 26 maggio, alla vigilia dell’apertura alla stampa, Berlino era particolarmente placida. Musei quasi tutti chiusi, gallerie del Mitte – il […]

L’edizione numero 8 della Biennale di Berlino, affidata alle cure di Juan A. Gaitán, è dimessa. Questa la prima impressione, che naturalmente potrà essere smentita nelle prossime ore e nei prossimi giorni. E tuttavia ieri, 26 maggio, alla vigilia dell’apertura alla stampa, Berlino era particolarmente placida. Musei quasi tutti chiusi, gallerie del Mitte – il quartiere che ospita i KunstWerke, ovvero il museo d’arte contemporanea – chiuse anche quelle, avvistati giusto alcuni artisti. La mattina di oggi 27 maggio resta in linea con l’impressione suddetta: sarà per la scelta di tenere la conferenza stampa al Museen Dahlem, ovvero in estrema periferia, ma i KW alle ore 10 si presentavano quasi vuoti, fatta eccezione per le molte scale da chiudere, didascalie da affiggere e via discorrendo. Ma questo è un poco il sapore di Berlino, con il rigore tedesco che lascia spazio a quel briciolo di improvvisazione mediterranea che male non fa.

Quanto alla mostra, nulla a che vedere con la memorabile edizione di Gioni, Cattelan & Subotnik (era il 2006), e nemmeno con la versione “arrabbiata” del 2012 messa in piedi da Artur Zmijewski. Al contrario, una rassegna molto composta – ripetiamo: qui si parla soltanto della sezione allestita ai KW – e caratterizzata finanche dalla preponderanza di un approccio minimale al tema della storia (cittadina). Lo potete intuire dalla photogallery qui sotto e dal video che racconta l’installazionie di Leonor Antunes.

– Marco Enrico Giacomelli

www.berlinbiennale.de

CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.