Pontormo e Rosso: un dialogo tutto fiorentino, vivo da cinquecento anni. In anteprima su Artribune tutte le foto della nuova grande mostra a Palazzo Strozzi

Palazzo Strozzi si conferma principale hub artistico-culturale della Toscana (e non solo). A pochi giorni dalla nuova inaugurazione alla Strozzina, i piani nobili del palazzo si aprono al confronto tra due pilastri della pittura moderna: Pontormo e Rosso Fiorentino. Una mostra che unisce l’appeal dei grandi nomi a un’attenta impostazione scientifica, tesa a dare un […]

Palazzo Strozzi si conferma principale hub artistico-culturale della Toscana (e non solo). A pochi giorni dalla nuova inaugurazione alla Strozzina, i piani nobili del palazzo si aprono al confronto tra due pilastri della pittura moderna: Pontormo e Rosso Fiorentino. Una mostra che unisce l’appeal dei grandi nomi a un’attenta impostazione scientifica, tesa a dare un non trascurabile contributo alla storiografia dell’arte. Come ha infatti sottolineato il curatore Antonio Natali (dopo un dovuto riferimento al maestro Carlo Del Bravo), l’obiettivo principale del progetto è quello di scardinare determinati luoghi comuni della critica, primo fra tutti quello che unisce i due pittori sotto la facile etichetta del “manierismo”. L’attenzione si è così concentrata in particolare sulle divergenze tra i due percorsi, magistralmente analizzati nell’allestimento “binario” di molte sale: di forte impatto scenografico quella iniziale, che mette a confronto diretto i tre affreschi del Chiostrino dei Voti (al centro il maestro Andrea Del Sarto, ai due lati gli allievi Pontormo e Rosso). Queste e molte altre le opere restaurate per l’occasione, provenienti in larga parte da Firenze, ma anche da tutto il resto del mondo. Perché, come ha notato l’altro curatore Carlo Falciani, “nella comprensione sta la prima forma di tutela”, e progetti come questo permettono di mantenere vivo un patrimonio che non dovrebbe mai essere dato per scontato. Artribune tornerà ancora a raccontarvi più nel dettaglio la mostra, e per il momento spazio a una prima fotogallery, dall’affollatissima preview.

– Simone Rebora

www.palazzostrozzi.org

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.