Milano Updates: l’anima design di Miart. Decolla la sezione Objects, con store e gallerie che scelgono artisti e designer internazionali di livello. Incastro perfetto, aspettando i giorni del Salone

La miart di Vincenzo De Bellis continua il suo percorso di consolidamento e riposizionamento, puntando su una selezione rigida di gallerie, una qualità alta di opere ed artisti, un mix tra moderno e contemporaneo che bene armonizza la ricerca più stringente e l’autorevolezza dei nomi storici. E poi, nell’ambito di una fiera tradizionale, confezionata con […]

miart 2014, Objects - Nero

La miart di Vincenzo De Bellis continua il suo percorso di consolidamento e riposizionamento, puntando su una selezione rigida di gallerie, una qualità alta di opere ed artisti, un mix tra moderno e contemporaneo che bene armonizza la ricerca più stringente e l’autorevolezza dei nomi storici. E poi, nell’ambito di una fiera tradizionale, confezionata con rigore, resta la volontà di animare il palinsesto attraverso talk, special project e sezioni a tema. Tra queste ultime ce n’è una che celebra l’accostamento arte-design, nel solco della migliore tradizione milanese: si chiama Objects la piccola area dedicata alla produzione di oggetti creativi e funzionali, che una decina di showroom, concept store e gallerie hanno allestito all’interno di stand super chic, tutti di altissimo livello. Esperimento già tentato in precedenza, ma  curato quest’anno con un’attenzione e una qualità notevoli.
Passeggiata veloce, dunque, tra pezzi iconici di modernariato e ultimissime creazioni, godendosi dei solo show o dei veri e propri rifacimenti di interni domestici, griffati con le migliori firme del settore.
C’è Dilmos, storico design space di via Solferino, che assembla un po’ di autori giovani e affermati con qualche pezzo fresco di produzione: da Andrea Salvetti, con i suoi  Tronchi-Corteccia in alluminio, reperti di natura tramutati in algide sedute, ai Fratelli Campana con le  mitiche poltrone–peluche, tripudio di soffici balocchi recuperati ed assemblati; dagli specchi di Ron Gilad, con inserti scultorei, citazioni colte e ironiche illusioni plastiche, fino al tavolo  speculare di Peter Marogold, vivificato dalle due metà a contrasto in gesso e legno, passando per la scala-scultura mutante di Adrian Petrucci, coronata da una surreale chioma, ottenuta incollando le scaglie residue della lavorazione del blocco ligneo originario.

miart 2014, Objects - Design gallery
miart 2014, Objects – Design gallery

Sceglie un focus tematico Demosmobilia di Chiasso, che restando fedele alla propria identità geografica porta in fiera  solo designer contemporanei svizzeri, accostanti a qualche celebrità degli anni Cinquanta: stand illuminato dalla gigantesca lampada-sole di Christian Deuber, che sormonta l’elegante combinazione tra i tavolini tondi di Verusnka Gennari, tutti pezzi a tiratura limitata, in ottone, alluminio, noce e rovere, e le candide ceramiche plissè di Marco Mumenthaler; ancora innesti a sorpresa con i finti specchi ovali in rame e ottone, acidati a mano – sempre di Gennari – ed alcuni oggetti prestigiosissimi, come la consolle art dèco di Gio Ponti del ‘51 in radica di noce – pezzo unico –  la lampada da terra di Pierre Guariche, tra i padri del design francese del dopoguerra, o lo strutturato lampadario in alluminio, plastica e lampadine sferiche di Robert Hausmann, progettato nel ’62 per un night club e poi messo in produzione.
Puntano invece su un nome solo  la milanese Design Gallery, con uno stand tutto dedicato ad Alberto Garutti – e qui in confini tra arte e design si fanno sottilissimi, come nel caso del tavolo-landscape che dischiude due porzioni evocative di colore – e l’israeliana Talents di Gal Gaon, che dedica il suo spazio ad un artista e designer di Tel Aviv, Ilan Garibi, la cui Desert Collection, targata 2014, reinterpreta la tradizionale tecnica giapponese degli origami per una raffinata serie di specchi e  coffee teble in acciaio inossidabile, piegati e lavorati a mano.
D’effetto anche Nero, spazio di Arezzo che splitta in due luxury room alcuni dei nomi in catalogo: letto rotrondo imperiale, coperto di pelliccia, con annessa toilette in cuoio e seduta incorporata, direttamente da Poltrona Frau su disegno di Luigi Massoni del 1969; dall’altro lato due divani minimal in acciaio e gommapiuma di Gastone Rinaldi per Rima (’58), con un optical carpet del ’70 di Ewlad Kroner e degli abbinamenti contemporanei: dall’armadio in ferro, velluto e inserti di pittura a olio progettato da Roberto Bacioocchi e Giuseppe Friscia, alla serie di lampade geometriche di Carla Venosta. Ancora remix di stili, epoche e suggestioni, celebrando il fascino ed il senso dell’abitare.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.