Milano Updates: ecco il video della performance di Michael Fliri alla Galleria Raffaella Cortese. Con il volto dell’artista altoatesino plasmato un millimetro alla volta, nel corso di una estenuante seduta catartica

Lo trovi assiso su uno sgabello, impassibile, inquadrato in una cornice esagonale che ironizza sull’effetto specchiera del tipico camerino teatrale. Rimando all’idea di artista confusa con quella di star, alla spettacolarizzazione dell’azione; alla performance come chiassosa dichiarazione di identità, pugno sbattuto sul tavolo, grido. Michael Fliri non muove invece un muscolo nel corso dell’evento che […]

Michael Fliri alla Galleria Raffaella Cortese

Lo trovi assiso su uno sgabello, impassibile, inquadrato in una cornice esagonale che ironizza sull’effetto specchiera del tipico camerino teatrale. Rimando all’idea di artista confusa con quella di star, alla spettacolarizzazione dell’azione; alla performance come chiassosa dichiarazione di identità, pugno sbattuto sul tavolo, grido. Michael Fliri non muove invece un muscolo nel corso dell’evento che immagina per lo spazio della Galleria Raffaella Cortese, tra gli appuntamenti serali che animano la notte clou di Miart. Non emette suono, congelandosi fino quasi ad annullare il respiro.

Estenuante la prova dell’artista, che si presta ad oltre novanta minuti di seduta: offrendo il proprio volto alle mani di chi ne ricopre cavità e sporgenze con una pasta cerulea. Componendo un passo alla volta, un millimetro dopo l’altro, una maschera inquieta; fino all’atto liberatorio dello strappo. Con il simulacro dell’esperienza a incarnare, quasi fosse una spugna capace di succhiare l’anima dell’artista, ciò che è accaduto là sotto durante tutta la durata dell’azione, non a caso titolata Returning from places I’ve never been.

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.