Nove elefanti bianchi (e nove patate colorate). Il Giappone post-Fukushima protagonista della personale di Michelangelo Consani a Tokyo: ecco le immagini

Sono passati quasi tre anni dal disastroso 3/11, e la parola Fukushima fa ancora paura. Le notizie non sono sempre trasparenti e laddove l’informazione mediatica è distorta e confusa un’esposizione d’arte può far riemergere la preoccupazione sulla fragilità del mondo e sul precario equilibrio fra uomo e natura, quanto mai visibile nell’arcipelago giapponese. Questo il […]

Sono passati quasi tre anni dal disastroso 3/11, e la parola Fukushima fa ancora paura. Le notizie non sono sempre trasparenti e laddove l’informazione mediatica è distorta e confusa un’esposizione d’arte può far riemergere la preoccupazione sulla fragilità del mondo e sul precario equilibrio fra uomo e natura, quanto mai visibile nell’arcipelago giapponese. Questo il contesto scelto dall’artista livornese Michelangelo Consani, che espone la sua opera Nove elefanti bianchi e una patata nella Gallery Side 2 di Tokyo, quattro anni dopo la sua presenza alla Triennale di Aichi.
Tokyo è l’impero dei segni e quelli giustapposti da Consani ne misurano lo spazio espositivo e ne ricreano sulla superficie una mappa geografica astratta e personale. Il fulcro del mondo è rappresentato da due sculture di marmo nero del Belgio ed una patata al centro che segna la depressione caspica dove Oriente ed Occidente s’incontrano.
Nove patate colorate sono disposte attorno, sono nazioni, colori e soprattutto personalità marginali. Masanobu Fukuoka, Fela Kuti, Nikola Tesla, Ivan Illich, Rachel Louise Carson, Barbara Kerr, Kenji Miyazawa, Pier Luigi Ighina e Nader Khalili sono gli elefanti bianchi, grazie alle loro innovazioni e ricerche si può riconfigurare un mondo globale più equo e basato sul modello della decrescita. La mostra è visibile fino al 28 febbraio: ma nella gallery c’è un’ampia anticipazione fotografica…

– Alice Covatta

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Alice Covatta
Alice Covatta (Venezia 1985) è tennista, architetto e illustratrice. Si laurea all'università IUAV di Venezia e dopo aver lavorato in Italia e Spagna attualmente è dottoranda in architettura fra l'Università di Udine e la Keio University a Tokyo. Da sempre s'interessa dei legami più ambigui ed inverosimili fra architettura e società, trasformandoli poi in disegni e parole.