A Milano Zero… cambia casa. Quinto trasloco per la galleria di Paolo Zani, ma con un po’ di suspense intorno. Per qualche giorno ancora…

Irrequieta per vocazione, la galleria Zero… è uno tra gli spazi giovani più attenti alle ricerca e alla scena emergente di qualità, con quel taglio tipicamente cutting edge, palesato fin dagli esordi, nel lontano 2003. E da allora, a proposito di inquietudine, di sedi ne ha girate parecchie l’infaticabile Paolo Zani, fondatore e direttore. Fino al […]

Zero..., Milano - Neanderthalian Nights (The world is not at home), 2010, exhibition view

Irrequieta per vocazione, la galleria Zero… è uno tra gli spazi giovani più attenti alle ricerca e alla scena emergente di qualità, con quel taglio tipicamente cutting edge, palesato fin dagli esordi, nel lontano 2003. E da allora, a proposito di inquietudine, di sedi ne ha girate parecchie l’infaticabile Paolo Zani, fondatore e direttore. Fino al nuovo punto di svolta, che annunciamo qui ufficialmente. Si è chiusa infatti il 28 gennaio la rassegna Video screening 25’, venticinque artisti per quattordici giorni – con, fra gli altri, Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta Calò, Aran, Micol Assaël, Victor Man, Roccasalva, Hans Schabus – e al contempo si è concluso un capitolo di progetti e di lavoro: era infatti questo l’ultimo evento nello spazio di Via Tadino, prima di un’ennesima migrazione. A 14 anni dall’apertura in quel di Piacenza, con il decisivo trasferimento a Milano, in Via Ventura 5, nel 2003, a cui seguì il trasloco un civico più in là nel 2008, per arrivare nel 2010 nell’attuale location a pochi passi da Giò Marconi, Zero… si immerge nuovamente nel delirio di casse e scatoloni, preparandosi in queste ore all’addio. Destinazione? Ancora non è dato sapere. Mistero fitto, as usual, negli spostamenti urbani della galleria. Ma la suspense ha vita breve: tra pochi giorni un’intervista su Artribune svelerà parte dell’arcano, con un po’ di anticipazioni.
Intanto, tra manovre di riassestamento, il lavoro non si ferma, anzi. Attesa per domani, 30 gennaio, la personale di Micol Assaël – tra gli artisti di punta di Zani – all’Hangar Bicocca, mentre i progetti per il 2014 sono già in cantiere. E se sorvoliamo intanto sul dove, sul cosa riusciamo già a darvi a un po’ di dritte: il 28 marzo è in programma una collettiva tutta incentrata sulla pittura, poi una serie di mostre di artisti della scuderia più diverse new entry, e dopo la Assaël altri nomi forti di casa Zero… approderanno in spazi significativi della città: da Andreotta Calò ospite di Peep-Hole, a Michael E. Smith in Triennale.
E per adesso ci fermiamo qui. A brevissimo un update.

http://galleriazero.it/

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Dove sta la notizia? Zero si sposta? Quindi?
    Invece di incensare cose normali come spostamenti e programmi di mostre (udite udite, con gli artisti della galleria!!! non ci saremo mai potuti arrivare), sarebbe bello capire quale sia il valore delle opere e degli artisti di Zero. Tendenzialmente sembrano preparati DJ che mixano il 900: ma molto attenti a residenze e pubbliche relazioni.

    Assael sembra la figlia di Pier Paolo Calzolari, Andreotta Calò, quando non fà Richard Long, si butta sull’arte informale o sgranata anni 60, inventando la camera oscura….Roccasalva ci propone un De Dominicis con impianto installativo pazzerello intorno….e poi avanti. Fino ad Ancarani subito preso dopo la benedizione di San Maurizio e con opere che sono semplicemente documentari tecnicamente ben fatti e curiosi, su professioni insolite…

    Se ci fosse maggiore professionalità e onestà intellettuale anche il mercato ne godrebbe.

  • A.B.

    Quanta enfasi, quanta retorica su di un semplice trasferimento…
    “si immerge nuovamente nel delirio di casse e scatoloni, preparandosi in queste ore all’addio”. Nemmeno nei Sepolcri di Foscolo.
    E poi inutili inglesismi da “new entry”, “as usual”, “cutting edge”, E che meraviglia proprio “taglio tipicamente cutting edge”.

    • Alex Gianotti

      L’instabilità della sede della galleria Zero la dice lunga sulla storia della galleria. Da troppo tempo e’ sulla pista di rullaggio senza mai decollare!!

      • Placentia Arte

        Da 23 anni stessa sede stesso entusiasmo
        nel proporre sempre giovani artisti italiani.
        Viviamo in una società precaria la stabilità non è un merito e non fa notizia. Confidiamo di fare notizia quando chiuderemo l’attività!!

  • paolo

    articolo penoso

  • Non avevo visto il titolo dell’opera in mostra: The world is not at home. Ed invece bisogna iniziare a pensare al contrario, Caro Paolino…

  • illo

    infatti, ma di cosa stiamo parlando?