Il primato dei gialli. Fontana e Schifano, ma anche Boetti e non solo. Eccellenti risultati degli artisti italiani all’asta nella sede viennese di Dorotheum

Incantano, è proprio il caso di dire, le superfici traumatiche degli italici anni Sessanta nella loro trasferta mittel-europea. Incantano soprattutto – chi sa perché – se su dette superfici campeggia il colore giallo. Cronaca – minima – di un pomeriggio alla Casa d’aste Dorotheum di Vienna con numerosi offerenti internazionali, sia in sala che al […]

Incantano, è proprio il caso di dire, le superfici traumatiche degli italici anni Sessanta nella loro trasferta mittel-europea. Incantano soprattutto – chi sa perché – se su dette superfici campeggia il colore giallo. Cronaca – minima – di un pomeriggio alla Casa d’aste Dorotheum di Vienna con numerosi offerenti internazionali, sia in sala che al telefono. Sono subito positive, ma non brillantissime, le prime battute di martello con alcuni artisti europei. Poi Dadamaino: una tela nera con due aperture stondate in mezzo, del 1959, è battuta a 73.500 euro, oltre il doppio della sua stima massima. Viene quindi presentato un bellissimo Concetto spaziale (Attesa – 68 T 77) di Lucio Fontana. È una tela gialla 73,5×60 cm, data 1968, trapassata al centro da un fendente perfettamente verticale. Offerte subito su e battuta finale in dollari che quasi tocca il milione e mezzo, cioè 1.071.389 euro. Ancora il giallo, e di nuovo Dadamaino: Oggetto ottico-dinamico, un quadro tridimensionale in diagonale, datato 1960-61, stima massima 40mila euro, sarà egregiamente battuto a 134.500. E si va oltre.
Ha un’ampia campitura gialla anche l’unico quadro in asta di Mario Schifano, intitolato Incidente, formato 200×200 cm, risalente al 1963. Valutazione massima di 150mila euro, verrà aggiudicato a 446.800 euro. Dorotheum esulta: “Record mondiale per un’opera di questo artista”. Ottimi risultati anche per le estroflessioni di Agostino Bonalumi, con due lavori, un Giallo che viene battuto a 122.300 euro e l’altro a 79.600; e di Enrico Castellani, con due opere aggiudicate a 152.800 e a 158.900 euro. Immancabile Alighiero Boetti: tappeti ricamati certamente, ma anche dell’altro, rimanendo in ogni caso un po’ sotto la sua stima massima; e comunque con un Rosso Corallo 102, di 70,5×70,5 cm, datato 1967, riesce a raggiungere 317.500 euro. A fine seduta Dorotheum si affretterà a dichiarare che l’asta del 27 novembre è stata la migliore della sua storia nel settore dell’arte contemporanea. Una certa flessione s’è però verificata nelle aste del giorno successivo, nella categoria del contemporaneo come del moderno, dove, soprattutto in quest’ultima, non mancavano artisti italiani di rango del primo Novecento.

– Franco Veremondi

www.dorotheum.com

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.