Il museo in casa del boss. Da Giacomo Balla a Mario Schifano, Finanza e Carabinieri sequestrano la ricca collezione di Ernesto Diotallevi, uno dei capi storici della banda della Magliana

Non si accontentava di vivere in una delle case più belle di Roma, con la scenografia della Fontana di Trevi ad allietargli la vista dal terrazzino. La bellezza la voleva anche dentro casa, Ernesto Diotallevi, uno dei capi storici della banda della Magliana: lo hanno scoperto i militari della Guardia di Finanza e i carabinieri […]

Non si accontentava di vivere in una delle case più belle di Roma, con la scenografia della Fontana di Trevi ad allietargli la vista dal terrazzino. La bellezza la voleva anche dentro casa, Ernesto Diotallevi, uno dei capi storici della banda della Magliana: lo hanno scoperto i militari della Guardia di Finanza e i carabinieri del Ros, che nella sua abitazione hanno trovato un vero e proprio museo, con opere d’arte del valore complessivo di circa un milione di euro, sequestrate su mandato del Tribunale di Roma.
Un totale di 27 opere, ora inventariate, appese alle pareti o inserite nell’elegante arredo della casa, dipinti, mobili di antiquariato, sculture, opere di grafica. Con molti nomi prestigiosi, da Giacomo Balla a Mario Schifano, Sante Monachesi, Franco Angeli, a fianco ad altri artisti minori, segno di una vocazione al collezionismo che forse si incrociava con quella speculativa. L’operazione segue un altro ingente sequestro di beni ai danni di Diotallevi, del valore di 25 milioni di euro, avvenuto il 12 novembre scorso. Ora l’interrogativo che si apre è: quale sarà la destinazione della collezione? Perchè non destinarla ad un museo, come sono state destinate a fini culturali tante altre proprietà della Banda della Magliana? Nelle immagini tratte dal video dei militari, intanto, un “tour” di casa Diotallevi…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.