I più bei musei del 2013. Dall’Azerbaigian a Miami, ecco la nostra top 5 dei migliori progetti inaugurati nell’anno: qual è il vostro?

Da qualche anno, in tutto il mondo, è boom di nuovi spazi museali. Il sogno di ogni architetto contemporaneo che vede nel museo la più grande occasione per liberare il proprio estro creativo. Decine gli esempi, da quelli più singolari dedicati al corpo umano, ai classici rivolti alle ricerche scientifiche e tecnologiche, senza dimenticare l’arte […]

Da qualche anno, in tutto il mondo, è boom di nuovi spazi museali. Il sogno di ogni architetto contemporaneo che vede nel museo la più grande occasione per liberare il proprio estro creativo. Decine gli esempi, da quelli più singolari dedicati al corpo umano, ai classici rivolti alle ricerche scientifiche e tecnologiche, senza dimenticare l’arte contemporanea. Il 2013 non è stato da meno registrando uno spostamento dell’attenzione verso quelle città solitamente fuori dai soliti circuiti. Su Artribune la top five dei Musei inaugurati quest’anno. Scelti ognuno per un motivo diverso…

Heydar Aliyev Center
Baku (Azerbaigian) – Zaha Hadid Architects
Per gli spazi interni che catapultano il visitatore in una dimensione surreale, onirica, fuori dal tempo. E per la capacità di oltrepassare i confini del possibile proponendo sempre nuovi e stimolanti scenari spaziali con cui l’arte contemporanea deve oggi confrontarsi.
Guarda la fotogallery con le immagini di Iwan Baan

MuCEM edificio J4
Marsiglia (Francia) – Rudy Ricciotti
Per l’intelligenza di inserirsi nel tessuto storico della città confrontandosi con rigore e originalità con le preesistenze del Porto vecchio senza rinunciare alla propria forza espressiva.
Leggi il programma museografico di Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013

M/S Maritime Museum of Denmark
Helsingør (Danimarca) – BIG  Bjarke Ingels Group
Per l’abilità di ricavare spazi espositivi di qualità sfruttando al meglio gli elementi distintivi di un luogo fortemente caratterizzato senza perire, dialogando con forza per ottenere la propria autonomia.
Guarda la fotogallery con le immagini di Luca Santiago Mora

Mast – Manifattura di Arti Sperimentazione e tecnologia
Bologna (Italia) – Labics
Per il processo virtuoso da cui è nato e per le finalità sociali, culturali, educative che si prefigge. Il tutto coadiuvato da un linguaggio architettonico chiaro e convincente.
Leggi l’intervista allo studio Labics

Pamm – Pérez Art Museum Miami
Miami (Usa) – Herzog & de Meuron
Per la flessibilità e la sensibilità con cui si mette a completo servizio dell’Arte. Di impatto all’esterno, di grande efficienza all’interno. Caratteristiche che gli hanno permesso di attestarsi, in poco tempo, come importante hub culturale della città.
Qui la fotogallery dell’opening durante la settimana di Art Basel Miami
Guarda il video del museo raccontato dall’architetto Jacques Herzog

Zaira Magliozzi


  • Massimo

    Prima di giudicare bisognerebbe visitarli? O no? Se chi ha compilato la graduatoria ha fatto diligentemente il giro del mondo, complimenti….altrimenti … non scriva di architettura. Grazie

    • ci effe

      Giusto Massimo, è un dubbio che condivido: non si può giudicare un manufatto architettonico senza averlo visitato, e senza conoscere il contesto in cui si inserisce, e non basta dare un’occhiata a qualche foto online. Nel caso della Hadid farei però un’eccezione: sembra proprio l’ennesimo crimine architettonico di questa specie di pericolo pubblico a piede libero, e leggere che questi sarebbero i “nuovi e stimolanti scenari spaziali con cui l’arte contemporanea deve oggi confrontarsi” lascia basiti. Per me – che ho visitato il Maxxi quando era ancora vuoto, all’inaugurazione – alla signora Hadid non frega assolutamente niente dell’arte contemporanea, e temo fortemente che non ne freghi niente neppure ai committenti che le assegnano l’incarico di disegnare un museo.

    • Zaira Magliozzi

      Sono due i personaggi a cui mi ispiro: Bruce Chatwin, grande viaggiatore e scrittore, e Renato De Fusco, acuto storico, che ha scritto un’intera storia dell’architettura senza mettere mai il piede fuori di casa.

  • L’opera di Hadid e’ accattivanti dalla plasticità della figura, ma, come nella maggior parte delle sue opere, evita soluzioni qualitative e finisce concludendo espressioni il cui unico scopo è quello di costruire il proprio paradosso.

  • Alessandro

    Un po come Winkelmann che scriveva di arte greca senza mai essere stato Grecia. Facendo più danni che benefici.

  • LUCA

    Al bando i moderni architetti. Sono stato a Montecatini Terme per la casa di Babbo Natale e dentro il comune della città, un piccolo gioiello realizzato da Galileo Chini all’inizio del Novecento, e ho scoperto il Moca, un piccolo museo gestito come Dio comanda, ingresso libero, aula didattica, personale preparato e cortese e con dentro un grande quadro di Annigoni e soprattutto un Mirò da urlo che mi hanno detto essere uno dei cinque più grandi al mondo.

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