Come stanno messi gli altri? Non benissimo: in Francia fallisce una catena di librerie. E il Portogallo vende all’asta 85 Miró di proprietà pubblica

L’erba del vicino è sempre più verde? Chissà quante volte il detto popolare viene tirato in ballo, per poi essere altrettante volte smentito. Ora può tornare utile, visto che anche noi spesso ci ritroviamo a sottolineare gli effetti della crisi sulla realtà italiana: perdendo a volte di vista il fatto che abbiamo a che fare […]

Estrella azul, il Miró del Banco Portugués de Negocios, nazionalizzato nel 2008, venduto a Londra

L’erba del vicino è sempre più verde? Chissà quante volte il detto popolare viene tirato in ballo, per poi essere altrettante volte smentito. Ora può tornare utile, visto che anche noi spesso ci ritroviamo a sottolineare gli effetti della crisi sulla realtà italiana: perdendo a volte di vista il fatto che abbiamo a che fare con problemi strutturali, di tutto un sistema socio-economico almeno europeo. E gli esempi, purtroppo, non mancano: come in Francia, dove il Tribunal de commerce di Parigi ha posto in liquidazione giudiziaria la catena di librerie Chapitre, del gruppo Actissia. Undici dei 52 punti vendita, in tutto il Paese, sono già sul mercato in cerca di acquirenti: c’è tempo fino a febbraio, quando Chapitre chiuderà definitivamente.
Diverso, e magari più grave, quanto accade in Portogallo: visto che in questo caso è lo stesso governo a mettere sul mercato una fetta di patrimonio, nella fattispecie 85 opere di Joan Miró. Una di queste, anzi, il dipinto Estrella azul, è già passata sul mercato, venduto nello scorso giugno da Sotheby Londra per 30 milioni di sterline, quasi il doppio della stima. Il nucleo nel suo complesso apparteneva al Banco Portugués de Negocios, nazionalizzato nel 2008: e la vendita mira a colmare almeno in parte il buco da quasi 2 miliardi di euro creatosi con la nazionalizzazione. L’appuntamento ora è con Christie’s, che metterà all’asta i Miró il 4 e 5 febbraio prossimi.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.