Arriva anche la genovese Cambi. Milano sempre più centro del mercato dell’arte e delle case d’asta: si parte con due vendite a Palazzo Serbelloni

La casa d’aste genovese Cambi punta sulla piazza di Milano innestandosi ancora più a fondo nel tessuto italiano, con l’inaugurazione – lunedì 2 dicembre – della nuova prestigiosa sede, a Palazzo Serbelloni, in corso Venezia 16: storica residenza neoclassica dove la casa d’aste si propone di diventare un nuovo polo culturale della città. In questa […]

Lucio Fontana - Corrida

La casa d’aste genovese Cambi punta sulla piazza di Milano innestandosi ancora più a fondo nel tessuto italiano, con l’inaugurazione – lunedì 2 dicembre – della nuova prestigiosa sede, a Palazzo Serbelloni, in corso Venezia 16: storica residenza neoclassica dove la casa d’aste si propone di diventare un nuovo polo culturale della città. In questa nuova sede non si svolgeranno solo le aste, ma sarà presente un ufficio di consulenza dove richiedere una perizia per valutare mobili, dipinti, argenti, gioielli, tappeti e altro, o per ordinare l’inventario dei propri beni a fini assicurativi o per divisioni ereditarie.
Cambi nasce nel 1998 a Genova, dove accanto alle tradizionali aste di antiquariato si distingue subito per aste specialistiche rivolte anche settori di nicchia come l’arte marinara, gli strumenti scientifici, le cornici antiche. Sin dai primi anni guarda anche al di fuori della città: dal 2000 iniziano le dispersioni con la vendita degli arredi di Villa Toscanelli in provincia di Pisa, alla quale faranno seguito, nel 2002, la vendita di Palazzo Tornielli di Cresvolant a Molare e quella di Villa De Nobili Fossati Raggio a Genova nel 2003.
Per l’inaugurazione milanese verranno officiate due vendite all’asta: la mattina Argenti, Orologi e Gioielli antichi e contemporanei, mentre nel pomeriggio l’asta intitolata “Palazzo Serbelloni Fine Selection”, ovvero una selezione degli oggetti migliori provenienti dai vari dipartimenti della Casa d’Aste. Questa vendita si caratterizza per l’estrema varietà dei lotti; tra questi, un’ampia collezione di figure del Presepe napoletano dal XVIII-XIX secolo, per un valore complessivo di circa €150mila. Si segnala tra gli altri il Gruppo della Natività, composto dalla Vergine, San Giuseppe, Gesù Bambino e vari personaggi (stima € 10mila -12mila). Presente anche l’arte moderna e contemporanea, tra cui spicca una tela di Antonio Dias (1944), stimata € 220-250mila. Tra le altre proposte lavori di Peter Halley stimato € 45-50mila, di Hans Hartung (€ 35-40mila) e due di Lucio Fontana, con stima di € 12-15mila e € 20-25mila. Tra le opere antiche, un fondo oro tardo-gotico del pittore Zanino di Pietro (1389-1448), una serie di dipinti del tardo manierismo e del Barocco italiano, tra cui una Sacra Famiglia su tavola, di Luca Longhi, del XVI secolo (stima € 20-25mila) e opere dell’Orbetto, Domenico Piola e Pietro Liberi, Alessandro Magnasco, Gaspare Diziani.
Nella vendita dedicata ai gioielli, da segnalare un diamante taglio brillante di ct 10,01 (stima € 60-80mila) e una collana composta da tre fili di perle naturali con fermezza in diamanti e zaffiri (stima € 20-30mila).

– Martina Gambillara

www.cambiaste.com

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.