Un’asta-evento per Alda Merini, a Napoli. Artisti in soccorso della cultura. Obiettivo: raccogliere i fondi per riaprire la Casa Museo milanese della poetessa. E il Comune che fa?

C’era un muro, nella casa milanese dei Navigli affittata ad Alda Merini, che la poetessa usava come taccuino. Numeri di telefono scritti con un pennarello rosso, le caricature del pittore-editore Arnoldo Musca Mondadori, e poi piccoli disegni, scarabocchi, aforismi, versi, appunti. Era un’enorme pagina quotidianamente riempita, di sé stessa un prolungamento nello spazio, là dove […]

Alda Merini

C’era un muro, nella casa milanese dei Navigli affittata ad Alda Merini, che la poetessa usava come taccuino. Numeri di telefono scritti con un pennarello rosso, le caricature del pittore-editore Arnoldo Musca Mondadori, e poi piccoli disegni, scarabocchi, aforismi, versi, appunti. Era un’enorme pagina quotidianamente riempita, di sé stessa un prolungamento nello spazio, là dove abitare, scrivere, dormire, restare, pensare, ricordare, era un’unica cosa. Pensiero fatto di pareti, di mobili, di stanze, di coperte, di quaderni. Quando il condominio dello stabile decise di ristrutturare l’appartamento, dopo la morte della Merini, il “Muro degli angeli” – così fu battezzato, dai versi di una sua poesia – rischiò di andare perduto. Uno strato di intonaco avrebbe coperto anni di domestica routine, testimonianze fisiche, con ancora la pressione della mano sul cemento, che invece qualcuno avrebbe dovuto difendere. Quel qualcuno fu, tra gli altri, Bartolo di Giovanni, insegnante e amico della Merini, che insieme alle figlie della poetessa e altri esponenti del mondo della cultura, diede un determinante contributo alla campagna di sensibilizzazione utile ad ottenere l’intervento del Comune di Milano: quel muro era un patrimonio culturale, da affidare alle cure delle Soprintendenze. Dopo varie traversie e una petizione che raccolse centinaia di firme, il caso fu risolto nel 2012. Una ditta specializzata eseguì lo strappo, ricavando nove pannelli, trasferiti nell’ex tabaccheria comunale di Via Magolfa, che già la giunta Moratti aveva identificato come sede della Casa Museo dedicata alla Merini.
Uno spazio che ancora, però, non si è riusciti a mettere a regime – tra gli alestimenti da completare e il personale da pagare – nonostante la famiglia avesse subito donato all’amministrazione i beni contenuti nella casa dei Navigli e una serie di documenti – oggetti, video, libri, foto, articoli, canzoni, testimonianze – inclusi i pannelli del Muro degli Angeli. Dopo un paio d’anni dall’inaugurazione, avvenuta nel 21 Marzo 2011, giorno del compleanno della poetessa, la sede venne infatti chiusa. Con una lettera inviata ai familiari, il Comune riferiva: “a causa di mancato bilancio, non può proseguire il mantenimento della casa della Poesia “. Ad oggi, niente è cambiato.

Il Muro degli Angeli di Alda Merini
Il Muro degli Angeli di Alda Merini

È ancora Bartolo Di Giovanni a organizzare adesso un evento, dal titolo Una piuma per Alda Merini, utile raccogliere i fondi per la causa. Il 29 novembre 2013, presso lo Spazio Amira di Nola, in provincia di Napoli, le opere donate da vari artisti alla Fondazione Una piuma per Alda saranno battute all’asta, con un format che girerà poi in altre città d’Italia. A contorno una serie di iniziative: dalla presentazione di un volume d’arte pubblicato da Il Laboratorio/le edizioni – contenente anche un testo  della Merini dettato per telefono al poeta Sergio Zuccaro – alla performance di Amalia Ruggiero e Alida Campanile Sono nata il 21 a primavera”, fino ai reading di poesia e alla performance Lallafonie, curata dalla musico-terapeuta Caterina Leone. Naturalmente, la domanda da porre alla giunta Pisapia è una: è così difficile recuperare anche solo una parte del budget necessario, o inventarsi delle strategie di gestione, per avviare finalmente un progetto dedicato a una delle più note poetesse italiane del Novecento? Nel frattempo, mentre si vocifera di un bando per assegnare tutto a delle associazioni culturali (senza oneri per l’amministrazione), sono ancora artisti e cittadini a darsi da fare. Meglio che lasciar morire tutto: muri, memorie, luoghi, progetti ed intenzioni.

– Helga Marsala

Una piuma per Alda Merini
29 novembre 2013, ore 18
Spazio Amira, via San Felice 16 – Nola, Napoli

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • gian

    non è vero che lo “spazio Merini” è stato chiuso dopo l’inaugurazione, era possibile visitarlo ogni giorno, il pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00, sono da questo luglio per problemi di bilancio è stata sospesa l’apertura, ma è possibile prenotare un appuntamento per le visite, per esempio martedì prossimo (3/12/13, sarà aperto dalle 16.00 alle 18.00).

    • Grazie Gian, in realtà era posta male la frase, era un “dopo” generico (“avvenuta l’inaugurazione nel 2011, dopo fu chiusa), non intendevamo che era stato chiuso subito dopo. Abbiamo specificato meglio.