Una mostra-party a New York per Lady Gaga. Ospite d’onore l’opera di Jeff Koons prodotta per la copertina dell’ultimo album. E poi una serie di artistar, per il lancio del nuovissimo “Artpop”

Fervore e rumore per il lancio del nuovo disco di Lady Gaga, a cui la camaleontica, infaticabile, eccentrica diva del pop dedica la solita campagna promozionale, scandita da eventi scintillanti, nomi che contano e bombardamenti virali a tutto spiano. Ma la vera chicca di questo Artpop non è una canzone, ché nel tourbillon mediatico-carnevalesco-performativo a cui ci ha […]

Lady Gaga, la cover di Artpop by Jeff Koons

Fervore e rumore per il lancio del nuovo disco di Lady Gaga, a cui la camaleontica, infaticabile, eccentrica diva del pop dedica la solita campagna promozionale, scandita da eventi scintillanti, nomi che contano e bombardamenti virali a tutto spiano.
Ma la vera chicca di questo Artpop non è una canzone, ché nel tourbillon mediatico-carnevalesco-performativo a cui ci ha abituati la Germanotta, la musica passa spesso in secondo piano. La perla di questa novella produzione è, semmai, la copertina. D’autore, naturalmente. Anzi, d’artista, come da tradizione, viste le molte liaison della cantante col mondo dell’arte contemporanea, da Marina Abramovic all’amico del cuore Terry Richardson, passando per Francesco VezzoliTerence Koh.
Stavolta l’ospite d’onore è il re del pop, sua maestà Jeff Koons, che volentieri ha accettato di omaggiare la signora con una sua opera, tramutata in cover: una scultura iperrealista tutta bianca, riproduzione perfetta della sinuosa Gaga, è al centro di un’immagine coloratissima, dal consueto plastic mood. Lei in primo piano, perla rara adagiata su una mega conchiglia, mani sui seni e la metallica Gazing Ball di Koons tra le gambe in ginecologico assetto, a censurare le zone proibite; sul fondo un collage con frammenti della Venere del Botticelli, per un azzardato raffronto tra le due iconiche beltà.

Marina Abramovic e Lady Gaga
Marina Abramovic e Lady Gaga

E sarà proprio la versione originale dell’opera a brillare nella festa di domenica 10 novembre, a New York, in una location segreta: un evento strombazzato su tutti i media, che funzionerà come “release party” dedicato al disco. Ma l’artRAVE ARTPOP di Lady Gaga non si fermerà “solo” alla straordinaria presenza di Mr. Koons. Arte come se piovesse: dal coreografo e regista Bob Wilson all’ormai affezionata Marina Abramovic, fino ai fashion fotografi Inez & Vindooh, che hanno diretto il suo videoclip Applause.
E per i little monster italiani? C’è un allegro “contentino”: due party, il pomeriggio dell’11 novembre – giorno dell’uscita ufficiale del disco – al Mondadori Multicenter di Milano e alla Discoteca Laziale di Roma. Non ci sarà Jeff Koons, non ci sarà nemmeno la “divina”, ma i fan potranno incontrarsi, acquistare il disco ed esibire degli esageratissimi look Gaga style, partecipando a un mini contest: i dieci outifit più beli ed estrosi si accaparreranno la tiratura limitata delle 4 copertine d’autore di Lady Gaga su V Magazine. Non sarà New York, ma meglio di niente!

– Helga Marsala

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.