L’asta del secolo da Christie’s New York. Il totale di venduto più alto della storia: Bacon record a 142 milioni di dollari, Koons record per artista vivente a 58 milioni. Ed è primato anche per Lucio Fontana

691,5 milioni di dollari, il totale più alto nella storia per una vendita all’asta. $142,4 milioni, l’aggiudicazione più alta di sempre, quella per il trittico di Bacon, che ha schiacciato così i $119 milioni dell’Urlo di Munch di maggio 2012. Infine, $58,4 milioni per Jeff Koons, divenuto il prezzo più alto mai battuto per un artista vivente, superando di oltre $20 […]

Francis Bacon - Three Studies of Lucian Freud, record all time a 142 milioni di dollari

691,5 milioni di dollari, il totale più alto nella storia per una vendita all’asta. $142,4 milioni, l’aggiudicazione più alta di sempre, quella per il trittico di Bacon, che ha schiacciato così i $119 milioni dell’Urlo di Munch di maggio 2012. Infine, $58,4 milioni per Jeff Koons, divenuto il prezzo più alto mai battuto per un artista vivente, superando di oltre $20 milioni il precedente record detenuto da Richter. La Evening sale di Post-war and contemporary art del 12 novembre 2013 di Christie’s New York verrà ricordata come la sera dei record che ben descrive l’euforia e il surriscaldamento del mercato dell’arte contemporanea in questo momento. In totale, l’asta ha raggiunto percentuali di venduto del 98% per valore e 91% per lotto, 56 lotti oltre il milione di dollari, di cui 27 oltre il $10 milioni e 3 oltre i $50 milioni. 10 record d’artista, tra cui Willem de Kooning, Donald Judd, Ad Reinhardt, Lucio Fontana, Christopher Wool, Wade Guyton e Wayne Thiebaud.
Ma torniamo al protagonista della serata, Francis Bacon, con un trittico dedicato al suo amico Lucian Freud, riunito anni fa da un anonimo collezionista romano e affidato ad alcuni investitori per la vendita. Ieri sera ad aggiudicarselo, dopo un susseguirsi di rialzi durato sei minuti, contro una decina di bidders tra cui due asiatici – e tra cui anche Larry Gagosian, che si è fermato a 101 milioni di dollari -, è stata, per un non identificato collezionista privato, la Galleria Acquavella, che la scorsa settimana si era portata a casa anche la scultura da $50 milioni di Giacometti. Il lotto, inizialmente al numero 32, è stato spostato ad inizio asta al numero 8a, ad alzare la vivacità e la voracità in sala per i lotti multimilionari che avrebbero seguito. Inoltre, si dice che l’8 sia un numero fortunato per i cinesi.
L’altro grande protagonista è stato il 58enne Jeff Koons, la cui scultura Ballon Dog (Orange) è ora l’opera più costosa per un artista vivente mai battuta in asta. Zwirner ha provato ad aggiudicarsela – ieri sera da Phillips ha comprato Buster Keaton dell’artista – ma il bid vincente l’ha lanciato il magnate Peter Brant. Solo a maggio Richter si era riconfermato l’artista vivente più quotato, con i $37 milioni per Domplatz Mailand, che sono però solo un ricordo. Il Richter presente in asta era quello di Eric Clapton, che si è fermato però alla soglia minima, battuto a $20.9 milioni al telefono. Record all time anche per Lucio Fontana, il cui Concetto Spaziale, la fine di Dio, del 1963, ha toccato i 20,8 milioni di dollari.
I piu grandi collezionisti al mondo erano presenti in sala ieri sera, dai Mugrabi, ai Rubell, Broad, Levy, Loeb, nessuno escluso. Van de Weghe si è portato a casa il Rothko a $46 milioni, Nancy White il De Kooning da $32 milioni, mentre dall’Italia Nicolò Cardi il Calder da $1,3 milioni.
Solo 6 mesi fa, sempre chez Christie’s, si era raggiunto il totale più alto per una vendita all’asta: a maggio, $495 milioni sembravano un limite insuperabile, ma sono bastati pochi mesi per lasciarselo ben alle spalle. Tra sei mesi, sarà sostenibile un gioco al rialzo di tale portata?

– Martina Gambillara

CONDIVIDI
Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • pino Barillà

    Il solo e unico genio della situazione il collezionista che festeggia con la propria elit . Alla faccia di chi muore di fame.
    Per Jeff Koons l’arte non è nelle sue mani e neanche nella sua testa.