Il gran rifiuto di Francesco Dal Co. “Sì, mi hanno offerto di curare il Padiglione Italia, ma non ho tempo”. E la nostra Biennale di Architettura rischia di essere una nuova Caporetto…

Sembra destinato a non finire Il tira e molla per la nomina del curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Architettura di Venezia. Dopo i ritardi, le petizioni, le alternative, la fuga di notizie, i rumors, le smentite e le conferme arriva la rinuncia definitiva. Francesco Dal Co – che voci insistenti, quella di […]

Francesco Dal Co

Sembra destinato a non finire Il tira e molla per la nomina del curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Architettura di Venezia. Dopo i ritardi, le petizioni, le alternative, la fuga di notizie, i rumors, le smentite e le conferme arriva la rinuncia definitiva. Francesco Dal Co – che voci insistenti, quella di Artribune fra le prime, davano come il prescelto per tale ruolo – raggiunto al telefono da Edilizia e Territorio ha confermato “si è vero sono stato contattato ma ho rifiutato: non ho né il tempo né l’interesse a dirigere il Padiglione Italiano”. Una risposta sprezzante, che non lascia spiragli.
Sembra quasi che il direttore di Casabella abbia subodorato il clima di forte malcontento scaturito dopo che il suo nome ha iniziato a circolare sabato pomeriggio. Il giudizio sembrava unanime da più parti del mondo degli addetti ai lavori: Dal Co non era la scelta giusta. In parte perché aveva già ricoperto un ruolo importante alla Biennale di Venezia – nel 1991 aveva diretto la 5° mostra internazionale di Architettura – e in parte perché rappresentante di un mondo, quello accademico-istituzionale, in cui gran parte degli architetti italiani non si riconosce.
La rinuncia appare astuta, un’abile mossa. La posizione di Dal Co è infatti lontana dai successi degli anni novanta: e pensare di rimettersi in gioco, con l’ombra del confronto sempre in agguato e il poco tempo a disposizione, deve essergli sembrata una pessima idea. La caduta poteva essere dietro l’angolo. Ora cosa succederà? La palla ripassa nelle mani del Mibac, che non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’argomento. Quali le alternative? Sembra evidente che non ci sarà nessun concorso ma l’affidamento sarà diretto. Così come anche il target di riferimento, tutto lascia pensare che il personaggio che verrà chiamato a ricoprire tale ruolo sarà dello stesso “ambiente” di chi ha rifiutato. Ma chi è quel personaggio di alto profilo che, dopo tutta questa vicenda, accetterà di essere una seconda scelta? Una riserva? Tutto rimane ancora da decidere, anche se dal Mibac promettono tempi brevi, questa storia sembra già essere segnata. Negativamente, indelebilmente segnata…

– Zaira Magliozzi

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.