Le foto di Letizia Battaglia, il design di Alessi e il Sacro Gra di Gianfranco Rosi tra i vincitori del “Premio Anima”. Edizione dedicata alle battaglie etiche, tra impresa e cultura, con sei categorie in concorso

Responsabilità sociale e sostenibilità. Parole chiave, che raccontano un modo di intendere la cultura e l’impresa e che connotano, da qualche anno, metodi, processi, direzioni di sviluppo. A questo paesaggio si rivolge il, ideato da “Anima per il sociale nei valori d’impresa”, associazione non profit promossa da Unindustria. Sei le categorie sottoposte al voto della giuria […]

Stefano De Luigi, Blanco

Responsabilità sociale e sostenibilità. Parole chiave, che raccontano un modo di intendere la cultura e l’impresa e che connotano, da qualche anno, metodi, processi, direzioni di sviluppo. A questo paesaggio si rivolge il, ideato da “Anima per il sociale nei valori d’impresa”, associazione non profit promossa da Unindustria.
Sei le categorie sottoposte al voto della giuria (presieduta da Luigi Abete), con una carrellata di protagonisti che, in questa edizione, sono stati individuati per testimoniare il senso di battaglie etiche e culturali, raccontando il proprio impegno, la dedizione e il sacrificio in nome di un principio, nell’ambito della propria professione. Battaglie contro ingiustizie, barriere, pregiudizi, vinte grazie alla passione, il coraggio, l’intelligenza, la sensibilità, il talento.
Per il Cinema porta a casa il premio il film L’intervallo, di Leonardo Di Costanzo, un affresco sulla condizione diffusa di ingiustizia sociale, incarnata dalla figura di un boss della malavita; per la new entry Fotografia, Stefano De Luigi vince col progetto “Blanco”, un emozionante viaggio per immagini attraverso l’universo della cecità. Amedeo Ricucci viene premiato nella categoria Giornalismo, per la sua carriera scandita da inchieste e servizi che hanno dato voce a chi  cercava uno strumento di denuncia; per la Letteratura si aggiudica il favore della giuria Matteo Cellini con “Cate, io”, racconto di una guerra interiore per l’abbattimento del pregiudizio attraverso le armi del sarcasmo e della parola.

Letizia Battaglia
Letizia Battaglia

Infine, per la musica trionfa Remo Anzovino con la travolgente composizione “9 Ottobre 1963 (Suite for Vajont)”, mentre per il teatro “La classe”, regia di Nanni Garella, interpretato dagli attori di “Arte e Salute Onlus”, convince per la capacità di ristabilire un canale di contatto forte con la dimensione dell’infanzia.
Non manca il premio speciale a un’azienda italiana, Alessi, per l’iniziativa “Buon lavoro – La fabbrica per la città”, in collaborazione con il Comune di Omegna, in cui l’esperienza del lavoro ha funzionato come strumento di costruzione dell’identità, in risposta alla crisi.
Fuori concorso, menzione d’onore a “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi, Leone d’Oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, documentario on the road dedicato a quella zona d’ombra che circonda Roma, in corrispondenza del Grande Raccordo Anulare; e poi un Premio alla Carriera per Letizia Battaglia, straordinaria reporter che per mezzo secolo ha restituito il volto più crudo e vivo della società italiana, collezionando immagini di attualità e di cronaca nera, soprattutto al Sud e in Sicilia.

– Helga Marsala

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Rita Ceresoli

    La foto pubblicata nell’articolo come di Letizia Battaglia, in realtà, è opera di Franco Zecchin.

    • grazie, ci scusiamo per l’errore, la didascalia dell’immagine non era chiara, abbiamo sostituito.

      • Letizia Battaglia

        Cara Rita, la foto che mi rappresenta è di Shobha, mia figlia, non di franco Zecchin

        • Rita Ceresoli

          Non questa, signora Battaglia. La foto a cui facevo riferimento e che è stata sostituita con quella ora visibile scattata da Shobha, era la fotografia del 1983 riguardante Benedetto Grado, le figlie e la moglie.
          Un saluto
          Rita Ceresoli

        • Rita Ceresoli

          Non questa, signora Battaglia. La foto a cui facevo riferimento e che è stata sostituita con quella ora visibile scattata da Shobha, era la fotografia del 1983 riguardante Benedetto Grado, le figlie e la moglie.
          Un saluto