Roma, dieci anni di successi per Monitor. E un anno di festeggiamenti, inaugurati da una personale di Antonio Rovaldi. Come raccontare l’Italia attraverso una linea d’orizzonte

Compleanno importante per Monitor, tra le gallerie capitoline più dinamiche e maggiormente orientate alla ricerca. Lanciata nel 2003 da Paola Capata, un passato da critico d’arte e un‘improvvisa – e fortunata – virata nel campo del mercato dell’arte contemporanea, Monitor si affacciava sulla scena romana con una personale di Rä Di Martino, nel piccolo spazio […]

Antonio Rovaldi, Orizzonte in Italia, 2013

Compleanno importante per Monitor, tra le gallerie capitoline più dinamiche e maggiormente orientate alla ricerca. Lanciata nel 2003 da Paola Capata, un passato da critico d’arte e un‘improvvisa – e fortunata – virata nel campo del mercato dell’arte contemporanea, Monitor si affacciava sulla scena romana con una personale di Rä Di Martino, nel piccolo spazio di Via delle Mura Aurelie, a due passi da San Pietro. Spazio che, nel 2009, avrebbe trovato un sostituto più ampio e funzionale, nelle due stanze di Palazzo Sforza Cesarini, sulla strada omonima che raccorda Corso Vittorio ai Banchi Vecchi: opening  con doppia personale di Nico Vascellari e Ian Tweedy.
Ne è trascorso di tempo. E via via, anno dopo anno, sono arrivati artisti emergenti di qualità, quasi sempre di levatura internazionale, inclusi alcuni italiani: da Zimmerfrei a Guido Van Der Werve, da Ursula Mayer a Claudio Verna, da Graham Hudson a Kostis Velonis. Scuderia di buon livello e un’attitudine alla produzione che, oggi più che mai, segna la differenza: investire non solo per fiere e trasferte, ma anche e soprattutto per progetti site specific di ampio respiro, pensati e prodotti per la galleria.
A festeggiare l’importante anniversario c’è un altro nome storico di casa Monitor: Antonio Rovaldi, dopo due anni di lavoro, arriva con una mostra tutta nuova, nata da una inconsueta, faticosa, certamente suggestiva, esperienza di viaggio. Orizzonte in Italia è il risultato di una circumnavigazione su due ruote della Penisola, costeggiandone il perimetro per fotografare esclusivamente la linea d’orizzonte, di regione in regione, da confine a confine.

Antonio Rovaldi, Orizzonte in Italia, veduta dell'installazione - Monitor, Roma - Courtesy l'artista e Monitor, Roma
Antonio Rovaldi, Orizzonte in Italia, veduta dell’installazione – Monitor, Roma – Courtesy l’artista e Monitor, Roma

Tracciare dunque il perimetro del Paese in sella a una bici, immergendosi nella specificità dei luoghi ma astraendo cose, paesaggi, luci e atmosfere nell’ineffabile linea orizzontale che unisce il visibile all’invisibile, il qui e l’oltre, l’adesso e il poi, attraverso una serie di passaggi spazio-temporali:Ho raccolto moltissime immagini di orizzonte a differenti ore del giorno e della sera, un lunghissimo pentagramma cromatico guardato dalla costa italiana, da nord a sud e poi ancora da sud a nord, a risalire“, spiega Rovaldi, che per questa avventura ha scelto la fotografia, intesa, “non tanto come una singola immagine quanto, piuttosto, come ad una catena di immagini che si rincorrono, cadenzate da brevi o ampie pause, così com’è l’andamento del respiro quando si va in bicicletta coprendo lunghe distanze: a volte il respiro si affanna, altre volte rallenta, piatto e orizzontale come il nostro orizzonte visivo“. E idealmente si distende, la pellicola, lungo i margini frastagliati dello Stivale, ricomponendo, nella discontinuità di prospettive, ritmi, cromatismi, illuminazioni, sintonie ed empatie, un’unità territoriale che nega e conferma, secondo logiche controverse, l’unità geografica e culturale.
E se in contemporanea, nel cortile di Palazzo Sforza Cesarini, è prevista una performance di Francesco Arena da titolo Discorso, la mostra di Rovaldi si concluderà, in occasione del finissage, con una performance ispirata a diari scritti durante il viaggio: pagine di annotazioni in cui la scrittura ha fissato dati meteorologici, cronologici, ma anche fisiologici, tra cui tipologia e quantità di cibo consumato.
I festeggiamenti per il decennale di Monitor continuano poi per tutta la stagione 2013-2014, con una serie di eventi, screening, presentazioni, talk e performance, in luoghi sempre diversi tra l‘Italia e l’estero, dedicati agli artisti che negli anni hanno collaborato con la galleria.

– Helga Marsala

Opening: 21 settembre 2013, h. 17-19
Antonio Rovaldi, “Orizzonte in Italia”
Francesco Arena, “Discorso” (performance) – h. 18.45
Monitor, Via Sforza Cesarini 43, Roma
www.monitoronline.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.