Istanbul Updates: mentre sulla Istiklal Caddesi si riaccendono gli scontri, parte la Biennale numero tredici. Ecco le primissime immagini e video

Apre oggi le porte alla stampa la 13a Biennale di Istanbul, dal titolo Mom, am I Barbarian?, citazione dal poeta turco Lale Müldür. Concepita dalla curatrice Fulya Erdemci (in Italia curò il Padiglione della Turchia alla Biennale di Venezia del 2011) come occasione di confronto e riflessione sul concetto di spazio pubblico, di relazione con […]

Apre oggi le porte alla stampa la 13a Biennale di Istanbul, dal titolo Mom, am I Barbarian?, citazione dal poeta turco Lale Müldür. Concepita dalla curatrice Fulya Erdemci (in Italia curò il Padiglione della Turchia alla Biennale di Venezia del 2011) come occasione di confronto e riflessione sul concetto di spazio pubblico, di relazione con “l’altro”, questa edizione avrebbe inizialmente dovuto comprendere interventi  e progetti dislocati in diverse aree urbane focali di Istanbul. Considerate però le proteste di Gezi e i suoi drammatici risvolti che, come raccontano le cronache degli ultimi giorni, non sono ancora acqua passata, la curatrice ha ritenuto che realizzare progetti d’arte in spazi pubblici con il permesso di quelle stesse autorità che non permettono la libera espressione dei propri cittadini, avrebbe sicuramente inficiato il messaggio stesso della biennale.

Per questa ragione sono state individuate, infine, quattro sedi istituzionali: l’Antrepo n.3, ex magazzino portuale accanto all’Istanbul Modern, la scuola greca di Galata, ARTER e SALT Beyoglu, entrambi spazi no profit per l’arte sulla Istiklal Caddesi, e, infine il 5533, uno spazio indipendente di artisti.  Gli ottantotto protagonisti di questa edizione, tra artisti individuali e collettivi, di cui quindici dalla Turchia, sono stati annunciati solo oggi. Alta partecipazione di artisti provenienti dall’America Latina, dal Medio Oriente, dal Nord Africa e dall’Asia. Ecco qualche nome: Cadu, Edi Hirose, Fernando Ortega, il collettivo HONF Foundation, Inci Eviner, Tadashi Kawamata, Jean Rouch.

Per il pubblico la Biennale sarà visitabile, gratuitamente, da sabato 14 settembre sino a domenica 20 ottobre. Nell’attesa, date uno sguardo ai nostri scatti e video in anteprima…

– Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.
  • E’ un “Biennale Circus”, che gira di città in città (venezia, lione, ecc ecc), mostrando “cose” dentro a determinati luoghi. Quando invece si potrebbe fare una biennale immobile, nel luogo migliore: quello in cui ti trovi in questo momento.