Lo Strillone: Arezzo capitale della cultura per Italia Oggi, che svela le province più brave a vivere di arte. E poi polemiche sulla ricerca del DNA di Monna Lisa, tesori d’arte dalle località di villeggiatura, Prampolini a Capri…

Arezzo, Pordenone, Pesaro Urbino. Sono le province italiane dove la cultura incide di più sul PIL: maxi inchiesta – con intervista a Massimo Bray – su Italia Oggi, dedicata all’incidenza del comparto sull’economia nazionale. Contro la ricerca del DNA di Monna Lisa: tocca a Giulio Ferroni intonare su L’Unità il canto di chi chiede investimenti […]

Quotidiani
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Arezzo, Pordenone, Pesaro Urbino. Sono le province italiane dove la cultura incide di più sul PIL: maxi inchiesta – con intervista a Massimo Bray – su Italia Oggi, dedicata all’incidenza del comparto sull’economia nazionale. Contro la ricerca del DNA di Monna Lisa: tocca a Giulio Ferroni intonare su L’Unità il canto di chi chiede investimenti più accorti quando si tratta di spendere in cultura, con Rocco Moliterni che gli fa eco dalle colonne de La Stampa.

L’arte non va in vacanza:  dalle colonne de Il Fatto Quotidiano Tomaso Montanari invita il popolo dei rivieraschi a scoprire il Giovanni Bellini conservato nei Musei Comunali di Rimini. Mentre Quotidiano Nazionale pubblica il greatest hits delle mostre agostane, dal Rubens di Osimo fino a Schifano in quel di Castiglioncello; ancora su La Stampa Sant’Elia a Caglio e Prampolini a Capri.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Gabriele

    Urbino ed in particolare la Pinacoteca Nazionale delle Marche custodita nello splendido Palazzo Ducale potrebbe fare mooooolto di più se soltanto ci fosse una mentalità più aperta a cose succede in altri musei d’Italia e del Mondo… per esempio aprire i suoi meravigliosi spazi ad un confronto con artisti contemporanei di rilievo internazionale. Per non parlare poi di quello che già custodisce: tre o quattro opere che il mondo ci invidia (tra le quali, ovviamente, “La flagellazione” di Piero in assoluto il quadro più “misterioso” al mondo… altroché Gioconda!) e con una gestione più lungimirante di questo inestimabile patrimonio (spesso custodito, è bene sottolinearlo, nello stesso luogo che l’ha visto nascere) potrebbe tranquillamente triplicare le proprie entrate. Per non parlare di tutto quello che si trova appena fuori Urbino ancora così troppo poco valorizzato. In altri paesi questa non sarebbe una notizia ma la norma…

  • Sono un aretino che per fare l’artista è migrato a Torino alla fine degli anni ’60. Torno periodicamente ad Arezzo (3/4 volte l’anno) e devo dire che la città negli ultimissimi anni si è molto trasformata ed evoluta anche nel contemporaneo. Questo grazie agli interventi pubblici, vedi la bellissima mostra “Icastica” ma anche ad iniziative private come le interessanti mostre curate da Igino Materazzi, uno dei più sorprendenti collezionisti e di alcune gallerie molto attive e incisive come quella di Danielle Villicana che dalla California è venuta a stabilirsi in questa città.