Un viaggio teatrale in cinque stazioni. Cinque come le gallerie romane in Zonaghetto: che presentano l’undicesima edizione di Artughet

È l’iniziatore di una fattispecie abbastanza recente, una sorta di Start rionali, itinerari nei luoghi più significativi e affascinanti della zona, punteggiati da presentazioni o nuove mostre d’arte contemporanea presso le sedi delle gallerie partecipanti. Imitato – per fare un esempio – anche da Zona Porta Venezia, a Milano. Qui siamo invece a Roma, in […]

È l’iniziatore di una fattispecie abbastanza recente, una sorta di Start rionali, itinerari nei luoghi più significativi e affascinanti della zona, punteggiati da presentazioni o nuove mostre d’arte contemporanea presso le sedi delle gallerie partecipanti. Imitato – per fare un esempio – anche da Zona Porta Venezia, a Milano.
Qui siamo invece a Roma, in quella che definiremmo Zonaghetto, o Jewish District: l’area del Ghetto che in poche centinaia di metri riunisce gallerie dp’arte come Valentina Bonomo, Edieuropa, Pio Monti, Ermanno Tedeschi, e l’ultima “arruolata”, Anna Marra. Questo è Artughet, che per la sua undicesima edizione propone – mercoledì 26 giugno . un progetto del tutto nuovo. Un viaggio teatrale in 5 stazioni, in un itinerario tra le vie del ghetto, dove l’attrice Silvia Nebbia reciterà un testo di Vittorio Cielo all’interno delle stesse gallerie, tra le opere in mostra.
Inizio alle 19 nel cortile della galleria Edieuropa, in piazza Cenci, tra i lavori di Federico De Leonardis, per poi proseguire,  ogni mezz’ora, alla galleria Tedeschi che propone Moshe Gordon e Pietro d’Angelo, alla Galleria Bonomo con le opere di Enzo Cucchi, da Anna Marra Contemporanea con la mostra di Teodosio Magnoni, per poi concludersi alla galleria Pio Monti, che ospita la mostra di Sergio Sarra, in piazza Mattei.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • marco

    parliamo di morti che camminano..