Tocca a Phillips chiudere la contemporary week delle aste londinesi: top lot per Jean-Michel Basquiat che si mette a fare il Francis Bacon

Ultimo appuntamento della settimana delle aste londinesi con Phillips, con una Evening sale di 27 lotti stimati £11-18 milioni e Jean-Michel Basquiat in prima linea con Three Pontificators. L’opera del 1984 richiama Study after Velázquez’s Portrait of Pope Innocent X di Francis Bacon del 1953, con tematiche di isolamento e ansia, ma allo stesso tempo […]

Jean-Michel Basquiat - Three Pontificators

Ultimo appuntamento della settimana delle aste londinesi con Phillips, con una Evening sale di 27 lotti stimati £11-18 milioni e Jean-Michel Basquiat in prima linea con Three Pontificators. L’opera del 1984 richiama Study after Velázquez’s Portrait of Pope Innocent X di Francis Bacon del 1953, con tematiche di isolamento e ansia, ma allo stesso tempo anche tematiche religiose (stima £2,5-4,5 milioni). In prima fila poi Glenn Brown, con Oscillate Wildly (after ‘Autumnal Cannibalism’ 1936 by Salvador Dalí) del 1999, un omaggio a Salvador Dalì esposto nel 2009 nella grande retrospettiva alla Tate Liverpool: stima £2,5-3,5 milioni. Ampia scelta di Warhol: a partire da Pontiac del 1962, commissionata da Harper’s Bazaar per un articolo intitolato “Deus ex machina”, per commentare iconograficamente il fenomeno della motorizzazione americana. L’opera in catalogo è una dei soli due esemplari dipinti interamente a mano, ed è stimata £1,5-2,5 milioni; presenti poi soggetti come Diamond Dust Shoes, stimato £900mila-1,2 milioni e Skull a £600-800mila.
Tra gli altri highlights, Anish Kapoor, con una scultura del 1996 stimata £1-1.500.000, che esplora i riflessi di ciò che ci circonda con il colore blu notte che evoca un profondo abisso; Rudolf Stingel, con Untitled (Bolego), un lavoro autobiografico del 2007, stimato £600-800mila, in cui si ritrae come un uomo pensieroso, con lo sguardo fisso ad un punto esterno alla tela, esaminando il ruolo dell’artista e della nozione romantica di aurea. Infine, un bel lavoro di Mark Grotjahn, Untitled (Three-Tiered Perspective) del 1997, stimato £140-180mila, in cui usa tre diversi punti focali per rappresentare le sue prospettive e creare la tridimensionalità e il movimento.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.