È record per il Pasticciere di Soutine. L’asta Christie’s New York conferma l’ottimo momento per Impressionisti e Moderni: in evidenza anche Chagall, Schiele e Miró

È puntualmente arrivato, l’atteso record per Chaïm Soutine e per il suo Le petit pâtissier: ieri sera nella sala di Christie’s New York l’opera – acquistata nel 1977 a $180mila – è stata aggiudicata a 18 milioni di dollari. Il precedente record per l’artista risaliva al 2007, quando l’opera L’homme au foulard rouge fu venduta […]

Egon Schiele - Selbstbildnis Mit Modell

È puntualmente arrivato, l’atteso record per Chaïm Soutine e per il suo Le petit pâtissier: ieri sera nella sala di Christie’s New York l’opera – acquistata nel 1977 a $180mila – è stata aggiudicata a 18 milioni di dollari. Il precedente record per l’artista risaliva al 2007, quando l’opera L’homme au foulard rouge fu venduta a $17,2 milioni. L’Evening sale di Impressionist & Modern Art ha totalizzato $158.505.000, con una percentuale di venduto del 94%, la più alta dal 2006. Delle 46 opere presentate, 4 sono state vendute al di sopra dei $10 milioni, 10 sopra i $5m e 36 per oltre un milione di dollari.
Tra gli altri top lot della serata, Les trois acrobates di Marc Chagall, aggiudicato a $13 milioni, Egon Schiele con Selbstbildnis Mit Modell battuto a $11 milioni e l’opera del 1933 di Joan Miró intitolata Peinture, battuta a $10 milioni. E veniamo ora a Pablo Picasso: Mandoline et portée de musique del 1923 dalla Collezione di Mona Ackerman è stato aggiudicato a $9 milioni, mentre il ritratto cubista di Françoise Gilot  Femme assise en costume rouge sur fond bleu del 1953 a $8,5 milioni.
Ha raddoppiato la stima massima La Juive di Amedeo Modigliani, battuta a $6.8 milioni, così come Chemin di Claude Monet, battuto a $5,1 milioni, acquistato nel 1991 a $770mila, mentre Argenteuil, fin d’apres-midi è rimasto nelle stime a $6 milioni. Ieri è stata officiata anche la Day sale di Sotheby’s, che ha totalizzato $58,3 milioni e l’81% di venduto. La settimana prossima sarà il turno del surriscaldato mercato dell’arte contemporanea, con grandi opere da bollino rosso.

– Martina Gambillara

CONDIVIDI
Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.