Visita guidata nel cervello di Francis Bacon. Roba da neuroscienziati: e infatti a parlarne al Madre arriva dall’University College di Londra Semir Zeki

“Bacon ci costringe ad osservare l’uomo, ‘questa grande scimmia infelice’, prigioniero della sua condizione; in ogni sua tela è rappresentata la natura bestiale dell’uomo”. Chi conosca anche solo superficialmente l’opera di Francis Bacon, sa bene che addentrarsi negli intricati meandri della sua mente è impresa titanica, che però può svelarsi decisiva per comprendere le mille […]

Semir Zeki

Bacon ci costringe ad osservare l’uomo, ‘questa grande scimmia infelice’, prigioniero della sua condizione; in ogni sua tela è rappresentata la natura bestiale dell’uomo”. Chi conosca anche solo superficialmente l’opera di Francis Bacon, sa bene che addentrarsi negli intricati meandri della sua mente è impresa titanica, che però può svelarsi decisiva per comprendere le mille implicazioni psicologiche e comportamentali chi vi sono coinvolte.
Per questo il quinto appuntamento del ciclo di incontri Il senso di sé: tra arte e neuroscienze, proposto a Napoli dal Museo Madre, si presenta come imperdibile: a parlare della figura del grande irlandese arriva infatti (venerdì 26 aprile alle 18) Semir Zeki, docente di neuroestetica alla University College London, che ha studiato – fra molto altro – come varia nel cervello il flusso del sangue, e in quali zone confluisce, quando ad una persona viene fatto osservare un dipinto. “Quando si osserva un’opera d’arte – ha scritto -, sia essa un paesaggio, una natura morta, un’opera astratta o un ritratto, nel cervello si attivano le aree legate al piacere”.

www.museomadre.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.