Il profumo dei petrodollari. Cresce la fiera Dallas Art Fair, alla quinta edizione: e ci sono anche tre italiane che arrivano fino in Texas

Nei giorni scorsi, in occasione di Miart, intervistavamo il brand manager di Ruinart, che ci tratteggiava la grande propensione della storica griffe dello champagne francese a presentarsi in tutto il mondo associando la propria immagine all’arte contemporanea, E la prima conferma arriva subito, dagli States, dove la quinta edizione della Dallas Art Fair presenta – […]

Nei giorni scorsi, in occasione di Miart, intervistavamo il brand manager di Ruinart, che ci tratteggiava la grande propensione della storica griffe dello champagne francese a presentarsi in tutto il mondo associando la propria immagine all’arte contemporanea, E la prima conferma arriva subito, dagli States, dove la quinta edizione della Dallas Art Fair presenta – fra il 12 e il 14 aprile – come main sponsor proprio Ruinart Champagne.
E si presenta agguerrita, la rassegna texana, determinata ad emergere in un panorama fieristico americano che fino ad oggi non l’ha accolta nell’empireo, ristretto alla triade New York-Los Angeles-Miami. E lo fa proponendo nella location della Fashion Industry Gallery un’ottantina di gallerie nazionali e internazionali, ed affiancando alla fiera – in collaborazione con Caja Dallas – SEVEN, il pionieristico progetto collettivo organizzato dalle gallerie BravinLee programs, Pierogi, P.P.O.W., Ronald Feldman Fine Arts, Catharine Clark e Inman Gallery.
Ma scorrendo l’elenco dei partecipanti, non può non colpire – in una fiera finora abbastanza fuori dai “giri” globali – la presenza di ben tre gallerie italiane, con il big Massimo De Carlo in trasferta transoceanica assieme alla milanese Brand New Gallery ed alla bresciana A Palazzo Gallery. Voglia di cambiare aria, o ricerca di nuovi collezionisti ancora alimentati dal petrolio texano?

www.dallasartfair.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.