Compra Andy Warhol con un click, parte seconda. Torna l’asta online griffata Christie’s: in vendita dipinti, disegni, fotografie e stampe legate alle vicende dello Studio 54

Riparte la seconda maratona di vendita esclusivamente online di Christie’s dedicata a Andy Warhol, che si concluderà il 3 maggio. Dopo il successo della prima sessione conclusasi il 5 marzo con un risultato di 2,3 milioni di dollari, il doppio della stima iniziale, e una percentuale di venduto del 99%, questa sessione vedrà all’incanto 215 […]

Keith Haring con una modella, foto in catalogo nell'asta

Riparte la seconda maratona di vendita esclusivamente online di Christie’s dedicata a Andy Warhol, che si concluderà il 3 maggio. Dopo il successo della prima sessione conclusasi il 5 marzo con un risultato di 2,3 milioni di dollari, il doppio della stima iniziale, e una percentuale di venduto del 99%, questa sessione vedrà all’incanto 215 dipinti, disegni, fotografie e stampe legate alle vicende dello Studio 54. Le stime vanno dai $1.500 ai $70.000, per portarsi a casa con un clic alcuni scatti fatti da Warhol durante i famosi party organizzati nello storico locale, come ad esempio alla festa di chiusura il 4 febbraio 1980 intitolata  “The End of Modern day Gomorrah”, a cui parteciparono Diana Ross, Ryan O’Neal, Mariel Hemingway, Jocelyn Wildenstein, Richard Gere, Gia Carangi, Jack Nicholson, Reggie Jackson e Sylvester Stallone.
Tra gli highlights un Piss Painting del 1978 stimato $40-50.000, e un ritratto di Truman Capote del 1979 stimato $25-35.000. Tra le altre personalità ritratte, Paloma Picasso, Michael Jackson, Michael Chow, Bianca Jagger, Carolina Herrera, Farrah Facet e Diana Ross. Il reporter Anthony Haden-Guest racconta l’atmosfera in questi termini: “Se il 1970 è stato un decennio di incurante ottimismo, allora lo Studio 54 era il suo scintillante epicentro. Durante il suo regno come il numero uno dei posti ‘hot’ per vedere e farsi vedere a New York , era il luogo dove i paparazzi si mescolavano con le celebrità, dove gli highbrow ballavano con i lowbrow, dove la pop art e l’arte parlavano fino alle prime ore del mattino”.

– Martina Gambillara

warhol.christies.com

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.