Raffaello-san. Dopo cinque anni di gestazione, si apre al National Museum di Western Art di Tokyo la grande mostra dell’urbinate: nella gallery foto di opere e allestimenti

“Raffaello”. Si chiama semplicemente così, Raffaello, la mostra che per tre mesi tiene banco nelle sale del National Museum di Western Art di Tokyo. E non c’è bisogno di altro che di questo nome, per la prima esposizione monografica dell’artista urbinate allestita in Giappone. Curata dalla Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, e […]

“Raffaello”. Si chiama semplicemente così, Raffaello, la mostra che per tre mesi tiene banco nelle sale del National Museum di Western Art di Tokyo. E non c’è bisogno di altro che di questo nome, per la prima esposizione monografica dell’artista urbinate allestita in Giappone. Curata dalla Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, e dalla direttrice del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, Maria Sframeli, la mostra – a cui si lavora fin dal 2008 – presenta una sessantina di opere, 24 delle quali dello stesso Raffaello.
Opere provenienti da importanti istituzioni culturali italiane e internazionali come gli Uffizi, la Galleria Palatina, la Fondazione Horne e la Biblioteca Marucelliana di Firenze, il Museo Nazionale di Capodimonte, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, la Pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo, la Galleria Nazionale di Urbino,  la Pinacoteca e i Musei Vaticani, la Galleria Nazionale di Perugia, il Museo di Belle Arti di Budapest, la Dulwich Picture Gallery di Londra, il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid.
La mostra si apre con l’Autoritratto della Galleria degli Uffizi, entrando poi nel vivo con la Madonna del Granduca, appartenuta prima a Carlo Dolci e successivamente acquistata da Ferdinando III d’Asburgo nel 1799. Difficile per molti sarà andare a constatare di persona: intanto, noi vi facciamo vedere una bella gallery delle opere e degli allestimenti…

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.