A cavallo, alla Grand Central Station. New York impazzita per la performance di Nick Cave: Artribune c’è andata, ed è tornata con video e tante immagini…

Alla domanda “Come e andata?”, lui risponde: “È ancora molto surreale, e come un sogno, sono qui da 10 giorni ormai, ho visto 10 performances, e continua a sorprendermi ogni giorno, continua ad essere un’esperienza nuova, e il pubblico è pazzesco, i bambini sono incredibili!”. Con la sua performance alla Grand Central Station di New […]

Alla domanda “Come e andata?”, lui risponde: “È ancora molto surreale, e come un sogno, sono qui da 10 giorni ormai, ho visto 10 performances, e continua a sorprendermi ogni giorno, continua ad essere un’esperienza nuova, e il pubblico è pazzesco, i bambini sono incredibili!”. Con la sua performance alla Grand Central Station di New York, con i suoi cavalli, che prima danzano al ritmo di un’arpa e poi a quello più incessante e frenetico di un’armonia tribale, Nick Cave ha stregato un’audience vastissima di curiosi e di fan, che hanno potuto affollare due volte al giorno (alle 11 e poi alle 2 di pomeriggio) l’elegante Vanderbilt Hall della principale stazione di Manhattan.
La performance – titolo I Heard New York, parte delle celebrazioni del centennale di Grand Central – mira a farci tornare in una sorta di stato di sogno (essenziale per darci quella sorta di stimolo che ci fa essere quello che dobbiamo essere, dice Nick Cave), ed è stata un vero successo in termini di “pubblicità” dell’evento: in primis perchè è una grande operazione per il pubblico dei non addetti ai lavori (diecine di migliaia di persone transitano ogni giorno in questo luogo di passaggio per eccellenza, come anche una gran quantità di turisti attratti dall’architettura del posto, la volta principale affrescata in azzurro è una delle sue meraviglie), e poi perchè l’evento e apparso in tantissimi vagoni della metro, pubblicizzato a dovere da Creative Time che ha fatto un lavoro eccezionale.

Dal punto di vista artistico, il lavoro di realizzazione dei cavalli e un vero gioiello: oltre alle splendide decorazioni che adornano le teste, colpisce il sottile effetto sonoro dei manti degli animali, che muovendosi producono un naturale sibilo come di paglia, elemento che contribuisce ad ammantare di magia l’evento. In prima fila i bambini hanno potuto accarezzare le grandi bestie e godere di attenzioni da parte loro. Un vero happening: anche noi non ce lo siamo perso, ed eccovi tante foto e video di primissima mano…

– Diana Di Nuzzo

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Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.