Un anno di installazioni en plein air. Super commissione per Elmgreen & Dragset: la città di Monaco si rifà il look con l’arte contemporanea. Le opere del duo nelle piazze principali

Monaco guarda Berlino e non ha pace. L’appeal della capitale è sempre altissimo, il flusso turistico aumenta, l’immagine (ma anche la sostanza) di capitale della cultura contemporanea, crocevia di artisti, creativi ed intellettuali, è ancora forte, nonostante l’inevitabile calo dopo il boom clamoroso di qualche anno fa. Beh? Dove sta il problema? Da nessuna parte, […]

Elmgreen & Dragset, Han, 2012

Monaco guarda Berlino e non ha pace. L’appeal della capitale è sempre altissimo, il flusso turistico aumenta, l’immagine (ma anche la sostanza) di capitale della cultura contemporanea, crocevia di artisti, creativi ed intellettuali, è ancora forte, nonostante l’inevitabile calo dopo il boom clamoroso di qualche anno fa. Beh? Dove sta il problema? Da nessuna parte, se non nel desiderio della cugina bavarese di tenerle testa, di non restare troppo indietro. Secondo i dati riportati dal Financials Times, nella prima metà del 2012 sono state oltre 5 milioni le persone che hanno visitato Berlino, il 13% in più rispetto all’anno precedente. Un successo, vista soprattutto la crisi generale e progressiva dei Paesi europei. Monaco di Baviera, invece, nello spesso periodo ha calamitato “solo” 2,8 milioni turisti. Un bel gap. Il problema: forse un’immagine da svecchiare, un po’ troppo legata alla tradizione e agli antichi fasti, molto local e poco global.
È in quest’ottica che si spiega l’intervento messo in cantiere dall’amministrazione comunale, un progetto tutto orientato alla valorizzazione degli spazi pubblici, sfruttando il potere attrattivo – nonché l’impatto mediatico – dell’arte contemporanea. Cultura e sviluppo? Non è solo una formuletta vuota. Ecco allora arrivare un’importante commissione per il celebre duo di artisti scandinavi Elmgreen & Dragset: un anno di installazioni, da progettare per le piazze principali di Monaco, rimappando la città attraverso una serie di opere en plein air, landmark concettuali e seduttivi. “Speriamo che l’arte diventi per la gente un motivo per venire a Monaco. E che, piazzando diverse opere lungo la città, si sentiranno incoraggiati a esplorarla per intero. È una speranza – ottimistica, forse ingenua – di riportare la gente di nuovo per le strade”. Questo l’intento, nelle parole di Michael Elmgreen.

Elmgreen & Dragset, Powerless Structures, Fig. 101′, bronzo – courtesy gli artisti e Victoria Miro Gallery, Londra – foto © James O. Jenkins

I due artisti, del resto, non sono nuovi a esperienze come questa. Tra le tante installazioni realizzate per il mondo, tutte di forte impatto, pensate in armonia col contesto ma capaci di innescare effetti di detournement, di sospensione fantastica, di spaesamento o di riflessione, c’è per esempio Han, un sirenetto argenteo appollaiato su una roccia, con lo sguardo meditativo puntato verso il mare: fu installata la scorsa estate sul lungomare di Elsinore, in Danimarca, di fronte al Castello di Kronborg, all’intero di un ex cantiere navale destinato a diventare un polo culturale. Sempre nel 2012 si sono conquistati la vittoria per il Fourth Plinth Programme, piazzando una loro scultura sul celebre basamento vuoto di Trafalgar Square. Nell’attesa di cedere il posto al progetto di Katharina Fritsch, vincitrice per il 2013, l’insolita statua equestre è ancora là, per pochi giorni, a osservare la città dall’alto: un bambino sul suo cavalluccio a dondolo, tutto rivestito d’oro. Elogio della purezza, tra stupore ed ironia. Un po’ la cifra, probabilmente, di tutti gli interventi targati Elmgreen & Dragset.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.