Nel cortile del PS1, in skateboard. Tappa newyorkese per il MOMA PS1–Young Architects Program: ecco qualche imagine del progetto vincitore, dello studio CODA

Obiettivo della competition: dare la possibilità a giovani designers di sviluppare progetti originali per installazioni temporanee da collocare nell’outdoor courtyard del PS1 di Long Island. Giunto alla sua 14° edizione, il MOMA PS1 YAP–Young Architects Program premia quest’anno Caroline O’Donnell, in arte CODA (www.co-da.eu) da Ithaca, New York. Un progetto effettivamente innovativo il suo, selezionato […]

Obiettivo della competition: dare la possibilità a giovani designers di sviluppare progetti originali per installazioni temporanee da collocare nell’outdoor courtyard del PS1 di Long Island. Giunto alla sua 14° edizione, il MOMA PS1 YAP–Young Architects Program premia quest’anno Caroline O’Donnell, in arte CODA (www.co-da.eu) da Ithaca, New York. Un progetto effettivamente innovativo il suo, selezionato tra una rosa di altri 5 finalisti – Leong Leong (New York, NY, Dominic Leong, Chris Leong); Moorhead & Moorhead (New York, NY, Granger Moorhead, Robert Moorehead); TempAgency (Charlottesville, VA, and Brooklyn, NY, Leena Cho, Rychlee Espinosa, Matthew Jull, Seth McDowell); and French 2D (Boston, MA, and Syracuse, NY, Anda French, Jenny French) – e composto da una struttura reticolare in ferro che a sua volta sorregge “facciate” filigranate in legno. Detto cosi, niente di originale, anzi: la vera creatività qui sta nel rendersi innanzitutto conto che gli anonimi pezzi di legno sono invece scarti sagomati, ottenuti dalla lavorazione di tavole da skateboard eco-friendly, a lei donate dalla COMET, azienda manifatturiera locale.
Poi, nel constatare che, quello che da sotto sembra solo un padiglione flessibile e sperimentale, in realtà è una composizione di volumi porosi che con la loro forma proiettano a terra un’ombra che non solo rinfresca la folla sottostante ma che, vista dall’alto, disegna la scritta WALL sul pavimento. L’installazione, chiamata per questo Party Wall, sarà aperta al pubblico a fine giugno, in occasione del 2013 Warm Up Music Series che ogni estate si tiene nel cortile del PS1. Questa enorme struttura nasconde inoltre una serie di piscine e fontane, oltre che una piattaforma in legno recuperato che vi gira intorno (e che crea una serie di micro palchi adatti ad ospitare performances) e 120 pannelli staccabili, posizionati nella parte bassa della costruzione, che possono essere presi e utilizzati da chiunque.
Selezionata – secondo Pedro Gadanho, curatore del Padiglione Architecture & Design – soprattutto per la sua chiara identificazione col progetto e per l’uso di risorse locali che creano una “Impactful and poetic architecture” mentre, per Klaus Biesenbach, direttore del MOMA PS1, per la sua capacità di sviluppare un progetto iconico che sappia coniugare le esigenze sia sociali che espositive delle grandi collettive all’aperto da loro organizzate.

– Giulia Mura

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.