Miami Updates: street art o pubblicità? Aeroplani d’artista sui cieli di Art Basel. Tra Jenny Holzer, Martin Creed e Ed Ruscha, uno skyline da far invidia a un museo

Avete presente i classici banner che solcano di tanto in tanto il cielo, agganciati alla coda di un aereo? Solitamente li si vede  in occasione di grandi raduni: spiagge, concerti, eventi sportivi. Situazioni allettanti per le aziende, che sfruttano le folle per veicolare i loro slogan pubblicitari. Stavolta, la tecnica dello sky-writing assume una nuova […]

Jack Pierson

Avete presente i classici banner che solcano di tanto in tanto il cielo, agganciati alla coda di un aereo? Solitamente li si vede  in occasione di grandi raduni: spiagge, concerti, eventi sportivi. Situazioni allettanti per le aziende, che sfruttano le folle per veicolare i loro slogan pubblicitari. Stavolta, la tecnica dello sky-writing assume una nuova veste, con l’intrigante special project ideato per Art Basel Miami Beach. È il Morgans Hotel Group, in partnership con Van Wagner Communications, a farsi promotore dell’iniziativa, dal titolo Plane Text, indirizzata a quindici artistar internazionali: saranno Ed Ruscha, Richard Prince, John Baldessari, Lawrence Weiner, The Estate of Sol LeWitt, Jack Pierson, Kay Rosen, Hank Willis Thomas, Alex Ruppersberg, Gary Simmons, Mel Bochner, Alexis Smith, Jenny Holzer e Martin Creed a concepire una serie di frasi da ricamare tra le nuvole, sventolate da un aereo come concettuali claim. Standard la forma, per dei minimalissimi testi incisi su plastica traslucida, tutti dello stesso colore, usando un font standard quale il sans-serif. A cambiare sarà il contenuto, da quello di taglio più sociale a quello ironico, da quello pià ammiccante a quello sibillino.

Ed Ruscha

Tra il 5 e il 9 dicembre lo skyline di Miami sarà animato da quella che è, in fondo, una singolare forma di street art, mutuata dalle tecniche del più moderno urban marketing: ogni giorno tre velivoli, ognuno con la scritta di un diverso artista, si faranno un giro di quattro ore tra gli stabilimenti del Morgans Hotel Group a South Beach, passando anche sul Miami Beach Convention Center e sul Miami Design District.
Non si può soltanto andare in galleria o in un museo per vivere l’arte”, ha commentato Adam Shopkorn, cultural ambassador del gruppo Morgan, “ma dev’esserci anche la possibilità di entrare in contatto con l’arte mentre si cammina per le strada, si sosta nella hall di un hotel o addirittura si nuota in spiaggia. A Miami la spiaggia te la trovi ovunque, e il clima è perfetto. Dunque perché non portare l’arte fuori, sotto il sole?”. Già, perché no. E del resto, come recita uno dei “plane text” ideati da Pierson: “Siamo ricchi, possiamo fare quello che vogliamo“. È Miami bellezza.

– Helga Marsala