Torino Updates: Na.TO, la carica dei dieci (più dieci). Napoli in trasferta sotto la Mole, foto dal backstage della mostra alle Ex Manifatture Tabacchi

Chi è l’intellettuale collettivo? Di certo si sa che è una creatura ibrida, per metà napoletano, per metà torinese: qualcosa di impensabile, fino a quando hanno resistito le memorie preunitarie savoiardo-borboniche. In verità non è una creatura, ma dieci: tanti quanti gli artisti scelti sulle rispettive scene artistiche, protagonisti – alle Ex Manifatture Tabacchi, stesso […]

Chi è l’intellettuale collettivo? Di certo si sa che è una creatura ibrida, per metà napoletano, per metà torinese: qualcosa di impensabile, fino a quando hanno resistito le memorie preunitarie savoiardo-borboniche. In verità non è una creatura, ma dieci: tanti quanti gli artisti scelti sulle rispettive scene artistiche, protagonisti – alle Ex Manifatture Tabacchi, stesso complesso dove si volge Photissima, anche se si tratta di due iniziative totalmente indipendenti – della mostra NA.TO L’arte del presente, il presente dell’arte, curata da Alessandro Demma.
I nomi? Andrea Massaioli, Paolo Grassino, Paolo Leonardo, Maura Banfo, Francesco Sena, Domenico Antonio Mancini, Bianco-Valente, Ciro Vitale, Eugenio Tibaldi, Rosy Rox. Esperienze differenti per linguaggi, tecniche, materiali (si passa dalla scultura alla pittura, dal video alla fotografia, dall’installazione alla performance), arricchita dalla presenza di 10 critici d’arte/curatori invitati a ripensare il lavoro di ogni artista presente in mostra. E qui non mancano le “conoscenze” per i lettori di Artribune, con nomi come Claudio Cravero, Maria De Vivo, Olga Gambari, Marco Enrico Giacomelli, Maria Giovanna Mancini, Anita Pepe, Adriana Rispoli, Gabriella Serusi, Lorena Tadorni, Stefania Zuliani. E allora eccoci a sbirciare il dietro-le-quinte, in pieno allestimento, a poche ore dall’opening…

  • peter von

    Finalmente la città di Torino presenta un progetto degno di esistere. Una mostra unica che riflette una realtà forte, consolidata e di grande impatto emotivo. Una mostra che nasce dagli artisti non può che essere un grande succsso. Bravi!!!

  • carla terni

    Opere d’arte raffinate a sottolineare una linea di ricerca a cui tanti artisti oggi dovrebbero guardare. Lavori coraggiosi, dove l’opera vive al centro senza dover forzatamente rendersi spettacolare e stupire. Opere silenziose che rapiscono lo spettatore in un mondo anche non reale. Ma soprattuto opere poetiche e non necessariamente sociali.

  • spadoni

    bianco e valente un pò stanchi. sena un pò fragile. il resto ottimo.

    • lia perone

      Credo che l’installazione di Bianco Valente sia stata fra le poche cose veramente convincenti di questa mostra un pò scalcagnata. La classe non è acqua.

  • giogiò

    è evidente che il lavoro di francesco sena da anni non fa altro che scimmiottare quello di grassino. foglie incerate..che bell’esempio di arte applicata. nun se pò vedè!

  • francesco

    ancora sena? NOOOOO. ma che lavoro fragile!!!

  • paoletta

    Sicuramente qualche lavoro potrà essere più fragile ma il progetto è molto qualitativo. Si sente la presenza organizzativa, oltre che scenica, degli artisti, i veri protagonisti di questo sistema dell’arte che troppo spesso vengono dimenticati. Un progetto più che una mostra voluto dagli artisti che invitano i curatori a parteciparvi non può che vivere di una maggiore forza. Per me è stato il progetto più bello della settimana dell’arte torinese.

    • luca demeri

      Perfettamente in sintonia con paoletta…progetto davvero qualitativo. chissà se qualche istituzione ha allungato il naso per rendersi conto di cosa si produce in città! è un progetto che andrebbe sostenuto e difeso. sì forse qualche lavoro da limare, ma si sa non tutto può essere perfetto.