In arrivo l’EPILOGO per S.A.V.E Milan: Ze Coeupel fa il punto con una conferenza-performance al Museo del Novecento di Milano. Intanto ecco le foto dell’ultima C.E.N.A.

Ultima tappa per S.A.V.E. Milan: l’opera in divenire di Ambra Pittoni e Paul-Flavien Enriquez-Sarano // Ze Coeupel, curata da that’s contemporary, approda al Museo del Novecento di Milano. Il 4, 7 e 8 ottobre 2012, nella Saletta Cineteca del Museo si può continuare a rispondere in forma anonima alle domande che il nucleo di investigazione […]

S.A.V.E. Milan, C.E.N.A., Ambra Pittoni e Paul-Flavien Enriquez-Sarano // Ze Coeupel – courtesy that’s contemporary e FARE

Ultima tappa per S.A.V.E. Milan: l’opera in divenire di Ambra Pittoni e Paul-Flavien Enriquez-Sarano // Ze Coeupel, curata da that’s contemporary, approda al Museo del Novecento di Milano. Il 4, 7 e 8 ottobre 2012, nella Saletta Cineteca del Museo si può continuare a rispondere in forma anonima alle domande che il nucleo di investigazione S.A.V.E. ha pensato e diffuso per mappare lo “stato dell’arte” di Milano.
Attraverso tecniche di simulazione, S.A.V.E. affronta discorsi in grado di suggerire qualcosa di reale sulla percezione dell’arte da parte dei non addetti ai lavori, ma anche sul modo di viverla, dall’interno, da parte di un artista, un gallerista o un curatore.
Un assaggio dal questionario proposto agli artisti recita così: “Da quanto tempo lei è artista? Ha mai pensato di smettere? Si è mai sentito censurato o auto-censurato? Qual è per lei il più grande tabù nel mondo dell’arte? Ha mai avuto voglia di andare via da Milano? Se si, perché? Se invece resta, perché?”.
Per C.E.N.A., l’evento che si è svolto lo scorso 29 settembre da FARE, ai Frigoriferi Milanesi, l’investigazione si è concentrata sul tema del denaro; i partecipanti hanno risposto anonimamente a domande che puntavano su una questione spesso dibattuta: quello dell’artista è un lavoro? E come viene riconosciuto, soprattutto sul piano economico?
Durante C.E.N.A sono intervenuti via video Grayson Cox con la performance “Cultural Capital” da New York e Lada Nakonechna con una chiacchierata on-line dall’Ukraina: due artisti scelti perchè rappresentanti di due paesi con economie diametralmente opposte.
EPILOGO, l’ultima performance di S.A.V.E. Milan, in programma nella sala conferenze del Museo del Novecento il 6 ottobre alle 16.00, in occasione della Giornata del Contemporaneo, è pensata per condividere alcuni dei materiali e delle testimonianze raccolte a Milano. Ze Coeupel, attraverso un’installazione sonora e una conferenza-performance, proporrà un resoconto dell’investigazione: a partire da un’analisi del sistema dell’arte contemporanea, si prova esplorare il senso del fare arte e dell’essere artista, con un occhio a Platone: “In gioco non è la produzione di un’opera bella, ma la vita o la morte dei suoi autori, o, almeno, la loro salute spirituale”.

– Silvia Scaravaggi

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Silvia Scaravaggi
Silvia Scaravaggi (Crema, 1979) è curatore d'arte indipendente, si occupa di scrittura d'arte e di progettazione culturale. Si è laureata in Teoria e Tecnica dei Mezzi di Comunicazione Audiovisiva alla Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa e ha approfondito alcuni aspetti dei nuovi media alla Universiteit Van Amsterdam, nei Paesi Bassi. Si interessa di video, installazione, rapporto tra arte, scienza e tecnologia; cura selezionati progetti d'arte, con particolare attenzione al processo di costruzione di una dimensione collaborativa tra artista e curatore. Dal 2011 scrive per Artribune; dal 2005 fa parte del network di Digicult, pubblicando contributi per il magazine mensile Digimag. Per la Provincia di Cremona, dove lavora dal 2005, segue lo sviluppo del Distretto culturale provinciale, nell’ambito del progetto Distretti culturali ideato e realizzato da Fondazione Cariplo. Ha collaborato ad alcune edizioni di INVIDEO, mostra internazionale di video e cinema oltre, e a Techne05, mostra di installazioni interattive, a Milano.
  • barbara

    che noia, se questa è la generazione degli artisti che vuole apparire, meglio stare in anonimato e lavorare davvero. pensateci due volte prima di annoiare tutti, autocensuratevi.