“Genova? No, l’Arte Povera nacque all’Attico, un’estate prima…”. La storia la riscrive Fabio Sargentini: nella super-intervista in arrivo con Artribune Magazine numero nove

Il nome per un movimento entrato nella storia dell’arte, ma copiato da un grande regista polacco. I segreti più intimi di un gigante dell’arte italiana, dalla fifa che aveva di volare, a come faceva l’amore. Una galleria d’arte che si trasforma in una piscina. Curiosità, aneddoti, a far da corollario ad un discorso autorevole, lucido, […]

Fabio Sargentini durante Cannonata - L’Attico, Roma, febbraio 2001

Il nome per un movimento entrato nella storia dell’arte, ma copiato da un grande regista polacco. I segreti più intimi di un gigante dell’arte italiana, dalla fifa che aveva di volare, a come faceva l’amore. Una galleria d’arte che si trasforma in una piscina. Curiosità, aneddoti, a far da corollario ad un discorso autorevole, lucido, sistematico, cinico quel che basta, per riscrivere da un’ottica diversa una bella fetta della “società” dell’arte italiana dell’ultimo mezzo secolo.
A farlo è Fabio Sargentini, “gallerista, attore, regista e scrittore” italiano, anzi romano, come lui stesso tiene a precisare, solo in parte emendando – attore lo mette alla fine – la definizione di Wikipedia. Già, perché Artribune Magazine ha capito che i personaggi che hanno animato da protagonisti il panorama creativo italiano, hanno per certi versi la responsabilità di sostenere le proprie posizioni, e di trasmetterle al prossimo. E quindi da un po’ mette loro a disposizione lo spazio più ampio per farlo: l’abbiamo fatto con Gian Enzo Sperone, con Emilio Mazzoli, con il presidente della Biennale Paolo Baratta, ora è il momento dell’anima della galleria L’Attico. Che non si fa pregare, lanciando sassi – in qualche caso, macigni – nello stagno che di certo non passeranno inosservati. Se non volete restare con la curiosità, non avete che da aspettare l’uscita della rivista…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
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