Alla conquista della Bassa. Milano sta stretta al grande vecchio Enzo Cannaviello: e lui apre una galleria a Cremona. Debutto a ottobre con Bernd Zimmer

“Ho scelto Cremona perché quasi priva di informazioni sull’arte contemporanea, pur essendo una città importante della cosiddetta ‘Padania’. Una città di turismo raffinato e colto: è ora che le nuove esperienze estetiche si diffondano nel territorio…”. Milano non basta più. Enzo Cannaviello delocalizza, aprendo una nuova galleria a Cremona. Si chiamerà Interno 18, ed avrà […]

Bernd Zimmer - Weiher

Ho scelto Cremona perché quasi priva di informazioni sull’arte contemporanea, pur essendo una città importante della cosiddetta ‘Padania’. Una città di turismo raffinato e colto: è ora che le nuove esperienze estetiche si diffondano nel territorio…”. Milano non basta più. Enzo Cannaviello delocalizza, aprendo una nuova galleria a Cremona. Si chiamerà Interno 18, ed avrà appunto la direzione artistica di Cannaviello, e la gestione di Luca Cigola e Francesca Rizzardi.
Insieme ai due giovani professionisti cremonesi, il gallerista metterá a punto una stagione 2012/2013 con mostre dedicate ad autori sperimentali che operano principalmente con mezzi espressivi tradizionali, principalmente pittura. Per l’apertura – il 18 ottobre – la scelta è di livello internazionale, una mostra di Bernd Zimmer con 12 tele di piccolo e medio formato realizzate tra il 2008 e il 2012, una selezione che fa da pendant alla personale dello stesso autore in programma allo Studio d’Arte Cannaviello di Milano dal 20 settembre. L’obbiettivo della nuova galleria? Inserirsi nel tessuto locale, in una città di provincia il cui meltin’ pot è garantito dalle centinaia di botteghe liutarie presenti, con proposte che contribuiscano a riattivare il tessuto culturale cittadino, e nel contempo diventare un punto di riferimento nazionale.

– Silvia Scaravaggi

Inaugurazione: giovedì 18 ottobre 2012 – ore 18.00
Via Beltrami 18 – Cremona
www.cannaviello.net


CONDIVIDI
Silvia Scaravaggi
Silvia Scaravaggi (Crema, 1979) è curatore d'arte indipendente, si occupa di scrittura d'arte e di progettazione culturale. Si è laureata in Teoria e Tecnica dei Mezzi di Comunicazione Audiovisiva alla Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa e ha approfondito alcuni aspetti dei nuovi media alla Universiteit Van Amsterdam, nei Paesi Bassi. Si interessa di video, installazione, rapporto tra arte, scienza e tecnologia; cura selezionati progetti d'arte, con particolare attenzione al processo di costruzione di una dimensione collaborativa tra artista e curatore. Dal 2011 scrive per Artribune; dal 2005 fa parte del network di Digicult, pubblicando contributi per il magazine mensile Digimag. Per la Provincia di Cremona, dove lavora dal 2005, segue lo sviluppo del Distretto culturale provinciale, nell’ambito del progetto Distretti culturali ideato e realizzato da Fondazione Cariplo. Ha collaborato ad alcune edizioni di INVIDEO, mostra internazionale di video e cinema oltre, e a Techne05, mostra di installazioni interattive, a Milano.
  • thegrassisgreener

    bene, bene. Ma giusto per puntualizzare, la Padania non esiste!

  • Mi sembra che aprire spazi di arte contemporanea a Cremona, non può che essere una ricchezza per un territorio che stenta ad avvicinarsi al proprio tempo, credo però che ciò sia una questione ben più complessa che appartenga a un’intera nazione.
    Ben venga quindi Cannaviello, anche se quello di cui si ha bisogno non sono i programmi che si raccontano.
    Volevo informare il Sig.Cannaviello e i curatori, che a Cremona esiste da ben 10 anni un progetto dedicato all’arte contemporanea che lavora sul territorio affiancandosi a molti partner e soggetti che operano in quello che definiamo Sistema dell’arte.
    Cremona è una città contenuta, una piccola indagine per conoscere cosa possa esserci su questo fronte, non avrebbe fatto male a chi pensa di abitare la città.

    Auguri comunque, il benvenuto è di dovere, ma ci aspettiamo ben altro…
    dino ferruzzi

  • Inviato alla redazione di Artribune e a altre persone che conoscono i fatti di seguito raccontati…

    Gentilissima redazione,
    volevo informarvi di un articolo apparso su Artribune online, Martedì 11 Settembre. La notizia di per se, può risultare interessante per chi conosce la Galleria di Enzo Cannaviello, lo scritto racconta del trasferimento di sede dalla storica localizzazione milanese a Cremona e delle motivazioni “generose” che hanno spinto una persona “illuminata dell’arte contemporanea” a trasferirsi, per far luce in quella bassa Padania oscurata perennemente dalla nebbia.
    Certo Cremona ha bisogno sicuramente di spazi dedicati all’arte contemporanea, di spazi e programmi come quelli si dichiarano sono certo di no.
    La notizia potrebbe suscitare solo curiosità tra gli addetti ai lavori, passando forse anche inosservata, ma non passa affatto inosservata per chi invece lavora da anni sul territorio investendo nella diffusione e nella conoscenza dell’arte contemporanea.
    Quello che si racconta insospettisce e direi infastidisce, ma è bene che si conosca come stanno veramente i fatti, anche se questi accadono in una piccola provincia italiana.
    Chi racconta “dello straordinario avvenimento” infatti scrive in malafede, la Sig.ra Scaravaggi conosce perfettamente le realtà e le persone che operano sul territorio cremonese e nello scritto, per essere corretta e professionale, senza il bisogno di citazioni, poteva dire che all’esistente si affianca un’importante realtà come la Galleria Cannaviello. Invece, la disonestà intellettuale e la scorretta informazione, faranno sì che a Cremona si conosceranno i fatti solo parzialmente.
    Però, siccome non sono abituato a tacere quando credo si racconti del falso, racconterò la mia versione.
    L’operazione così lungimirante di Cannaviello è solo lo spostamento di un gallerista/collezionista, che cerca di fare i propri affari in una città ricca, distratta e dal “turismo raffinato e colto”, altro che operazione culturale che porterà a conoscenza dei cittadini incolti “le nuove esperienze estetiche” (citazioni in corsivo dell’intervista al gallerista).
    Siccome ho un’età e l’esperienza per capire, che Cannaviello possa pensare bene a come curare i suoi affari, trovo invece molto scorretto che si dia notizia di ciò, ignorando le realtà culturali che si occupano di arte contemporanea sul territorio cremonese.
    Che non ci sia una cultura della contemporaneità a Cremona, ci sta, ma questo credo sia un problema che tocchi da vicino tutta la nostra nazione, altra cosa è far finta che in questa città alberghi il deserto.
    Cara redazione, capisco che non potete possedere il dono magico del controllo delle notizie di tutte le persone che scrivono e collaborano per voi, però ogni tanto occorre pur farlo.
    E’ quanto mai strano, che la curatrice dell’articolo per Artribune, pur conoscendo fatti e persone di una città come Cremona non si sia mai accorta mai di nulla … Beata cecità di critici e curatori, anche questi spesso molto distratti e indaffarati a rincorrere le mode. Questa si che è professionalità.

    Vi racconterò per conoscenza e in maniera sintetica, non basta mai a quanto pare l’informazione che vi passiamo ogni mese, chi siamo e gli eventi che abbiamo prodotto solo quest’anno.

    Il CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea è un’associazione non profit attiva dal 2003 all’interno del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” di Cremona, si configura come un
    progetto che tenta di coniugare e saldare la pratica didattica con la ricerca delle arti visive. Il Centro è nato con l’obiettivo di dare vita a uno spazio-scuola sperimentale, uno strumento
    didattico di “prassi in formazione” con lo scopo di esercitare modelli educativi alternativi in un clima di partecipazione attiva e condivisa. Dal 2011 il CRAC cura il progetto Arte contemporanea e territorio in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Educative, Giovanili e della Famiglia del Comune di Cremona. Il Centro è dotato di due spazi espositivi, è consorziato con B.goLoretoSP/othervision. Si organizzano corsi di aggiornamento e formazione, progetti
    didattici, workshop, percorsi di formazione utili a stagisti che vogliono occuparsi della conduzione e dell’organizzazione di uno spazio non profit. Il Centro è dotato di un archivio e sta
    attivando una biblioteca specializzata.
    (Nota della scheda per la partecipazione del CRAC a Indipendents3 – Arte Fiera di Verona 2012).

    Qui di seguito solo il programma prodotto nella scorsa stagione:
    Tim Rollins & K.O.S. con la collaborazione di Alessandro Rabottini e la GAMeC di Bergamo,
    Natasha Korosec, Videoart Yearbook. L’annuario della video arte italiana
    comitato scientifico e curatela: Renato Barilli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi, Sottobosco – Stupido oggetto, Sabrina Muzi e Fabrizio Segaricci, cinque Progetti per promuovere gli artisti che operano sul territorio ( , Valerio Rocco Orlando e Maria Rosa Sossai, FaceOffVolume 2 bando nazionale a cura di Ettore Favini con progetti di Fabrizio Sartori, Chiara Camoni, Maria Zanchi e Simoncini-Tangi, neon video selection a cura di Anna Santomauro e Vincenzo Estremo, Rossana Buremi, Steve Piccolo, Angelo Petronella, OsservatorioinOpera, Christian Frosi, Front of Art – Azione di ripresa a cura di Katia Baraldi e Laure Keyrouz con la presenza degli artisti Primoz Bizjak, Nicola Cisternino, Emilio Fantin, Nina Fiocco, Laure Keyrouz, Daniela Manzolli, AnnaMaria Tina, Luigi Viola e Elisa Vladilo e la collaborazione di ART HUB, workshop di Emilio Fantin e di Elisa Vladilo

    Al programma mancano tanti nomi di artisti inclusi nelle rassegne citate, mi scuso con loro ma non riesco a nominare anche tante altre persone e situazioni, spero comprendano lo spirito di questo mio intervento.

    Negli anni abbiamo prodotto, workshop, incontri con artisti e curatori, curato due convegni sull’Arte contemporanea come progetto educativo, collaborando con tutti i dipartimenti didattici dei musei d’arte contemporanea italiani, e quattro edizioni di Questioni aperte nell’arte contemporanea.

    Abbiamo curato percorsi formativi in collaborazione con il Castello di Rivoli, la Fondazione Sandretto Re Reubadengo, il PAV e altri enti, siamo tra i promotori di EducationLab con careof, viafarini, DOCVA e altri partner.

    Scusate se è poco … ci sono altri nove anni di attività da scoprire …
    Sia questo anche un invito per la redazione a conoscere da vicino il CRAC, ma anche tutte le persone e le altre piccole e dignitosissime realtà che operano nel contesto cremonese, per ristabilire la verità rubata in nome dei “conquistadores”, nel rispetto di tutti i soggetti appositamente e scientificamente dimenticati.

    L’articolo di cui si fa menzione lo potete leggere cliccando su:
    http://www.artribune.com/2012/09/alla-conquista-della-bassa-milano-sta-stretta-al-grande-vecchio-enzo-cannaviello-e-lui-apre-una-galleria-a-cremona-debutto-a-ottobre-con-bernd-zimmer/

    Con viva preghiera di pubblicazione,
    cordiali saluti,

    Dino Ferruzzi
    responsabile del CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea, Cremona

    • Silvia Scaravaggi

      Essendo stata direttamente chiamata in causa, desidero rispondere al commento.
      Mi dispiace che il professor Ferruzzi parli di malafede e disonestà intellettuale leggendo la notizia. Credo che ogni soggetto che si occupa di arte contemporanea, con grande impegno e valore, a Cremona, come nelle altre città piccole o medie in Italia, meriti i suoi spazi e la sua visibilità. Io però non scrivo mai degli eventi e delle attività che accadono a Cremona per una precisa scelta professionale. L’arrivo di Interno 18 coinvolge una importante realtà milanese, con la direzione artistica di Enzo Cannaviello, per questo è stato ritenuto opportuno segnalarlo. Non era questa la sede per scrivere altro.

      • paolo lanfranchi

        Gentile Signor Ferruzzi,
        lei non è il solo cittadino che denuncia una situazione di assoluto letargo culturale locale ma non certo da parte della gente, dei giovani e degli artisti di cui lei è sicuramente un’ottimo portavoce. Le chiedo invece di chiarire quali sono i meccanismi che bloccano le iniziative private, quelle non controllate dalle Istituzioni locali per intenderci, perchè questo è sostanzialmente il male che affligge la nostra città, l’immobilismo causato dalla concentrazione di poteri fra loro in competizione. Troppe, Associazioni, Fondazioni, Enti, Circoli etc…dove ciascuno vuole dire la sua ed avere, soprattutto, una sua visibilità sul palcoscenico del teatrino urbano non lasciando spazio ad altri. Chi lo fa per politica, chi per ambizione, chi per potere ma pochi con lo scopo di fare davvero qualcosa per il rilancio culturale della città. Anch’io avrei preferito assistere all’apertura di una galleria di giovani artisti locali, invece di Cannaviello ma la politica ha deciso diversamente. Cremona non ha mai guardato all’interno, di se stessa anzi si è sempre rivolta lontano come se sul nostro territorio ci fossero solo degli incapaci. Credo che lei ed i suoi allievi avreste potuto dare un segnale forte alla cultura cremonese con un gesto di questo tipo, in fondo la galleria è di due giovani che hanno maturato la propria esperienza sul nostro territorio, quindi perchè non provarci? In merito alla giornalista di Art Tribune, perchè non motiva la sua scelta di non scrivere su Cremona? Lo trovo penalizzante e non professionale senza una giustificazione che ci spetta, non crede? E poi non ha collaborato con Francesca Rizzardi in progetti che hanno coinvolto la stessa quando lavorava per il Comune di Cremona?
        Lei ha ragione di sfogarsi, forse è stato troppo impetuoso ma se la stampa approfondisse forse capirebbe il suo disagio. Ma gli interessi nel mondo dell’arte contemporanea sono forti e molto radicati.
        buon lavoro

  • anna

    interno 18 : originale.

  • alberto

    proprio una idea giusta: delocalizzare da Milano esiste anche la provincia!

  • Alberto Martini

    Sign. Ferruzzi un conto è porre critiche costruttive un altro inveire contro chi da anni si fa in quattro e cinque per l’arte contemporanea, non solo a Cremona, che forse Silvia Scaravaggi non promuova “sua” ?! A lei fa comodo ricordare solo ciò che le fa comodo, da qui nasce il suo accanimento, personale!?
    Non mi sembra questo il luogo, in ogni caso, dove si debba pubblicizzare le proprie attività snocciolando nomi…..ect etc. Mi pare che tutta la polemica sia solo un pretesto, il suo, per farsi pubblicità a gratis.(Chi si loda s’imbroda). Se il CRAC non ottiene la pubblicità che lei dice di meritare o non la merita o non siete in grado di sviluppare ottimi sistemi di comunicazione e divulgazione,oppure sono iniziative senza largo respiro. Oppure giocate a fare le “vittime” del momento solo per attirare l’attenzione. Si rilassi Sign. Ferruzzi e impari per il futuro quanto meno a rimborsare gli artisti che vengono al CRAC a misurarsi, a fondo perduto, se proprio la vogliamo mettere sulle questioni di “onestà intellettuale”.

  • lauretta

    Io credo che la discesa in campo del gallerista non sia legata al mercato locale ma bensì ad un incarico preciso, quello di occuparsi degli allestimenti delle mostre all’interno del museo del violino di prossima apertura a cremona.
    La sua funzione sarà quella di mentore di un pool di collaboratori selezionati a tavolino per imparare “l’arte” dal maestro, la politica ha deciso il futuro dei due giovani, mi spiace per il signor Ferruzzi ma lei non rientra nei piani e nemmeno i suoi allievi.