L’Aquila chiama, Ornaghi risponde? Fra tutela e responsabilità civica, saranno in Abruzzo a ottobre gli stati generali degli storici dell’arte italiani

Nessuna distinzione tra insegnanti di scuola, professori universitari, funzionari del MiBAC o di altri enti, studenti, dottorandi, laureandi, pensionati. Tutti gli storici dell’arte sono chiamati a radunarsi per la prima volta in Abruzzo, nell’ambito del progetto L’Aquila 7 ottobre – storici dell’arte e ricostruzione civile, un’idea che nasce dalle viscere della comunità scientifica italiana. “Lo faranno […]

L'Aquila, una chiesa distrutta dopo il terremoto del 2009

Nessuna distinzione tra insegnanti di scuola, professori universitari, funzionari del MiBAC o di altri enti, studenti, dottorandi, laureandi, pensionati. Tutti gli storici dell’arte sono chiamati a radunarsi per la prima volta in Abruzzo, nell’ambito del progetto L’Aquila 7 ottobre – storici dell’arte e ricostruzione civile, un’idea che nasce dalle viscere della comunità scientifica italiana. “Lo faranno all’Aquila – spiega il comunicato rilasciato dai soggetti promotori (AAA/Italia – Associazione nazionale Archivi di architettura contemporanea, Anisa – Associazione nazionale insegnanti di storia dell’arte, Comitato per la Bellezza, Cunsta – Consulta universitaria di storia dell’arte, Eddyburg.it, Italia Nostra, Patrimoniosos, TQ) – perché nell’abbandono del centro monumentale della città devastato dal terremoto la Repubblica italiana tradisce se stessa, rinunciando radicalmente a ‘tutelare il patrimonio storico e artistico della nazione’ (articolo 9 della Costituzione). Lo stato terribile dell’Aquila, divisa tra monumenti annullati e new towns di cemento, è una metafora perfetta di un Paese che affianca all’inarrestabile stupro edilizio del territorio la distruzione, l’alienazione, la banalizzazione del patrimonio storico monumentale, condannando così all’abbrutimento morale e civile le prossime generazioni.
Il programma prevede la visita al centro storico, interventi con al centro realtà come L’Aquila e l’Emilia Romagna, riflessioni generali sul senso della storia dell’arte in relazione alla scuola, alla tutela, alla ricerca, lettura di brani di letteratura storico – artistica. Concluderà i lavori Salvatore Settis. “Le autorità nazionali (a partire dai ministri Lorenzo Ornaghi e Francesco Profumo) e locali – continua il comunicato – sono calorosamente invitate ad ascoltare. In modo tutto particolare gli storici dell’arte sperano di avere come interlocutori (il 7, e soprattutto da quel giorno in poi) la Direzione regionale dei Beni culturali, le Soprintendenze aquilane e il Comune: e cioè gli attori istituzionali a cui è affidato il destino del centro monumentale della città. Adesioni fino al 20 settembre.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
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