Ceci n’est pas une piscine. E invece sì: guardate che razza di Aquatic Centre avrà il campus di una scuola primaria. Dove? A Istanbul of course…

Niente Olimpiadi, stavolta: da un po’ siamo abituati infatti a vedere progetti per faraonici impianti sportivi, affidati anche ai più classici degli starchitects, legati all’appena conclusa kermesse londinese, o – qualche anticipazione – alla prossima tappa olimpica brasiliana del 2016. Qui invece si tratta sì di un Aquatic Centre, ma niente a che spartire con […]

Niente Olimpiadi, stavolta: da un po’ siamo abituati infatti a vedere progetti per faraonici impianti sportivi, affidati anche ai più classici degli starchitects, legati all’appena conclusa kermesse londinese, o – qualche anticipazione – alla prossima tappa olimpica brasiliana del 2016. Qui invece si tratta sì di un Aquatic Centre, ma niente a che spartire con quello di Londra griffato Zaha Hadid.
Siamo infatti qualche migliaio di chilometri più a Sud, nella sempre più ambiziosa e intraprendente – non ci stanchiamo di sottolinearlo – Turchia: ma non abbiamo a che fare con una struttura pubblica pensata per un evento straordinario come un’Olimpiade. Anche se si faticherà a crederlo, questo è il progetto – in attesa di essere finanziato – dello studio Erginoglu & Çalışlar Architecture per il campus della Koç Primary School, gestita a Istanbul dalla Vehbi Koç Foundatıon. Già, proprio la fondazione della munifica famiglia Koç, che a istanbul gestisce fra l’altro diverse istituzioni culturali, dal Pera Museum al Sadberk Hanım Museum.
Tre piscine parzialmente integrate in un tumulo erboso, poste sotto un’enorme cupola anch’essa ricoperta di erba a fondersi con il paesaggio circostante, mentre il lato inferiore specchiante riflette il verde circostante. Il progetto è stato selezionato nella shortlist per un premio al World Architecture Festival di Singapore, in programma a ottobre prossimo.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.