Non solo opere d’arte. Il business di Sotheby’s procede anche nel settore immobiliare. Una nuova sede a Milano, riservata ai collezionisti di appartamenti, ville, castelli…

Oggi, nel milanese Palazzo Broggi, Sotheby’s si misura con una nuova, importante sfida. No, non un’asta eccellente, non una vendita da record, ma il lancio di Milan Sotheby’s International Realty, servizio di consulenza immobiliare, diffuso capillarmente in tutto il mondo e ora giunto anche nel capoluogo lombardo. La branca immobiliare di Sotheby’s conta 600 uffici […]

Palazzo Broggi, Milano

Oggi, nel milanese Palazzo Broggi, Sotheby’s si misura con una nuova, importante sfida. No, non un’asta eccellente, non una vendita da record, ma il lancio di Milan Sotheby’s International Realty, servizio di consulenza immobiliare, diffuso capillarmente in tutto il mondo e ora giunto anche nel capoluogo lombardo. La branca immobiliare di Sotheby’s conta 600 uffici in 44 paesi e in Italia era già presente da qualche anno, con una sede romana, ubicata nell’elegantissimo Palazzo Colonna, a due passi da Piazza Venezia.
Tra le proposte, destinate ai danarosi clienti in cerca di investimenti consistenti, avranno sicuramente spazio le soluzioni più lussuose disponibili sul mercato: sul territorio milanese soprattutto, ma anche nelle zone più belle e ricercate d’Italia, come la Toscana o la Sardegna. La sede meneghina sarà inoltre un avamposto per i compratori internazionali che desiderano conquistarsi i mattoni più solidi e affascinanti del nostro Paese.
In occasione della presentazione è prevista un’anteprima delle opere d’arte moderna e contemporanea che saranno battute in asta da Sotheby’s il 24 e 25 maggio, sempre a Milano.
E a conti fatti, se l’Urlo di Munch vale l’imbarazzante cifra di 120 milioni di dollari, con molto meno (appena 60 milioni) si chiude l’affare per un castello medievale in Piemonte: appena 3.700 mq e solo 47 bagni. Perché non farci un pensierino?

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.