Era scritto, e si è puntualmente avverato. 120 milioni di dollari, L’Urlo di Edvard Munch diventa l’opera d’arte più costosa mai venduta a un’asta

Lo vedrete, almeno nella giornata di oggi, in tutte le salse, dai primi tg nazionali all’ultima delle gazzette paesane; perché i media, soprattutto la televisione, di arte parla solo quando diventa cronaca, quando c’è “ciccia” sensazionale da dare in pasto al pubblico. Per cui, serve a poco dilungarsi: quello che era parso fin da subito […]

L'Urlo di Munch in sala da Sotheby's - photo tmnews

Lo vedrete, almeno nella giornata di oggi, in tutte le salse, dai primi tg nazionali all’ultima delle gazzette paesane; perché i media, soprattutto la televisione, di arte parla solo quando diventa cronaca, quando c’è “ciccia” sensazionale da dare in pasto al pubblico. Per cui, serve a poco dilungarsi: quello che era parso fin da subito un risultato scontato, è puntualmente arrivato. Nell’asta tenutasi da Sotheby’s a New York, mentre in Italia era già notte fonda, L’urlo di Edvard Munch, l’unica delle quattro versioni ancora in mano a un privato, è diventata l’opera d’arte più costosa mai venduta a un’asta all times: 119,9 milioni di dollari.
Dodici minuti di schermaglie, e sotto i colpi del battitore Tobias Meyer i sette potenziali acquirenti hanno fatto lievitare il prezzo base d’asta di 80 milioni di dollari fino alla vertiginosa aggiudicazione. Che scalza dalla testa della classifica Nudo, foglie verdi e busto di Picasso, che era stato venduto nel 2010 per 106,5 milioni di dollari. Per i patiti o gli specialisti, in allegato il video integrale della vendita record…

  • …Sì….lo confesso…l’ho comperato io……

  • Ahooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
    Ma non so un po’ troppi?
    Considerate che con poco meno ti porti a casa un urlo o una smorfia del Boresta, questo si che sarebbe un affare. Ed il mio è un commento disinteressato.

    pino boresta

  • Angelov

    Tutto questo mi ricorda un po’ il Titanic, non il film, ma quello vero, che fu varato con lo slogan: “Inaffondabile anche da Dio”.
    Ed è inquietante il fatto che questo record sia stato stabilito in un anno, il 2012, dove tutti si aspetterebbero il peggio, e quindi esprima un po’ il senso di disagio generale.
    E’ quasi un “segnale limite” lanciato al mondo. ma anche un invito al rilancio ed al superamento, ovviamente nella logica di questo tipo di mercato, con un’altra nuova Icona, ma non certamente così gravida di angoscia e di patos.

  • sarà una mia supposizione, ma l’obiettivo dell’asta, o meglio del record, è proprio quello di fare cassa di risonanza nei media e, indirettamente, sensibilizzare il grande pubblico a investire in arte. Lo sappiamo che i tempi non sono tutte rose e fiori, e i vecchi mecenati e collezionisti preferiscono investire maggiormente in azioni/titoli e/o startup (in particolare nel mondo del web). Venduto realmente, o “artificialmente” (vedi Sarah Thornton), l’obiettivo di Sotheby’s sembra principalmente questo!!