Salone Updates: in zona Ventura Lambrate c’era anche Ikea. Un inno al design low cost, con una perfetta riproduzione dei famosi store…

Per un istante è sembrato di aver lasciato il Salone da qualche parte e di essere arrivati, quasi per caso, da Ikea? Nulla di strano. All’installazione realizzata in Via Ventura dal marchio svedese non mancava proprio nulla dei suoi punti di forza, la cosiddetta “business idea”. Dalle matitine – già saccheggiate – e metro di […]

Per un istante è sembrato di aver lasciato il Salone da qualche parte e di essere arrivati, quasi per caso, da Ikea? Nulla di strano. All’installazione realizzata in Via Ventura dal marchio svedese non mancava proprio nulla dei suoi punti di forza, la cosiddetta “business idea”. Dalle matitine – già saccheggiate – e metro di carta all’ingresso, all’info point ikea family, fino al ristoro con lo stesso menù. Un’esatta riproduzione in piccolo dei punti vendita, non poteva comprare, certo, ma i prezzi dei nuovi prodotti erano esposti sul classico cartellino.
I mobili in esposizione? Quelli della nuova collezione Ikea PS, ampiamente pubblicizzata in tutta Milano. A farla da padrone i tessili, che riempivano lo store, ricoprendo divani e colorando un’infilata di letti. Piccole casette con tanto di facciata in mattoni, per ospitare i vari ambienti domestici: soggiorni e camere da letto da cui poter prendere in prestito idee di arredo o in cui riposarsi dalle frenesie del salone. Insomma, se vi è sfuggita, c’è la gallery di Artribune…

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.